Lazio

il Campidoglio studia il dossier Lazio

Il destino dello Stadio Flaminio entra nella fase decisiva. Dopo anni di abbandono e progetti rimasti sulla carta, la proposta di riqualificazione presentata dalla S.S. Lazio è ora ufficialmente all’esame del Campidoglio.

A fare il punto sull’iter è stato l’assessore allo Sport Alessandro Onorato, che ha confermato l’arrivo di un dossier imponente: oltre mille pagine tra elaborati tecnici, studi di fattibilità e piani economici.

«Gli uffici stanno analizzando tutta la documentazione – ha spiegato – e, se non emergeranno criticità, si procederà con la Conferenza dei Servizi».

Un nuovo stadio da 50mila posti

Il progetto punta a trasformare il Flaminio in una struttura moderna e polifunzionale, capace di ospitare circa 50mila spettatori.

Una sfida complessa anche dal punto di vista architettonico, considerando la necessità di valorizzare l’impianto originale progettato da Pier Luigi Nervi senza snaturarne l’identità storica.

L’investimento previsto supera i 480 milioni di euro e prevede, oltre allo stadio, la realizzazione di spazi commerciali, aree per eventi, strutture sportive e servizi aperti alla cittadinanza, con l’obiettivo di rendere l’area attiva durante tutto l’anno.

Tempi e obiettivi

Secondo le ipotesi avanzate dalla società, il percorso potrebbe svilupparsi in più fasi: il completamento dell’iter autorizzativo tra il 2025 e il 2026, l’avvio dei cantieri nel 2027 e, in caso di iter lineare, l’inaugurazione tra il 2031 e il 2032.

Il nodo autorizzazioni

La vera partita si gioca ora sul piano tecnico e amministrativo. Il Campidoglio dovrà valutare la sostenibilità complessiva dell’intervento, dall’impatto urbanistico alla viabilità, fino alla solidità finanziaria del progetto.

Un passaggio tutt’altro che scontato, anche per la posizione dello stadio, inserito in un contesto urbano già densamente costruito e soggetto a vincoli.

È qui che si concentrano le maggiori incognite: la compatibilità tra un’infrastruttura di grandi dimensioni e un quartiere che dovrà reggere l’impatto di flussi importanti di pubblico.

Dopo anni di immobilismo, il progetto entra dunque nel vivo. Ma la strada verso la rinascita del Flaminio resta ancora lunga e piena di passaggi decisivi.

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