Liguria

Amt, incognita sull’assemblea dei soci che deve votare bilancio e piano di salvataggio


Genova. A oggi l’assemblea dei soci di Amt, quella che dovrebbe approvare il bilancio 2024 (approvato finora solo dal cda) e il piano di risanamento nella sua versione definitiva, è ancora in agenda ma potrebbe anche essere rinviata oppure essere convocata ma senza tutti i punti all’ordine del giorno.

Il tempo stringe: il 19 giugno scadrà la fase di “scudo” dai creditori determinata dalla procedura di composizione negoziata della crisi e quindi entro quella data non solo deve tenersi l’assemblea dei soci ma il nuovo, possibile, assetto societario di Amt dovrà essere portato e ratificato dai consiglio comunale e metropolitano.

Il problema è che, soprattutto per quanto riguarda il piano di risanamento, ci sono ancora troppe incognite. Questo nonostante la scorsa settimana Giovanni Mottura, l’esperto nominato dalla Camera di commercio per seguire la composizione negoziata della crisi di Amt abbia incontrato sia il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile sia il presidente della Regione Marco Bucci.

Ed è proprio il ruolo della Regione – visto il peso economico rivestito – quello che più rende opaco il futuro dell’azienda. In questi giorni si è parlato di varie strade: dall’ingresso dell’ente nel capitale di Amt, ipotesi a oggi sempre meno probabile, alla possibilità dell’ingresso di Filse come socio, ipotesi smentita da Bucci stesso. Altre strade sono contributi una tantum liquidi o attraverso l’acquisizione di beni, ad esempio la rimessa magazzino di via Adua di proprietà del Comune che una recente perizia avrebbe valutato anche oltre 50 milioni di euro.

Se l’opzione prescelta fosse questa, però, verrebbe meno uno dei puntelli del piano di risanamento: Tursi contava di trasferire quell’immobile ad Amt iniettando quindi circa 40 milioni di valore nel patrimonio e inoltre alleggerendo Amt dall’affitto di 6 milioni all’anno oggi versati dall’azienda per quel magazzino. Resta il fatto che ad Amt, per il 2026, serve una ricapitalizzazione complessiva da 100 milioni di euro.

Quello del ruolo della Regione non è l’unico punto di domanda: non è ancora stato definito il piano efficientamento organizzativo di Amt, piano che dovrebbe portare in dote circa 20 milioni: ai sindacati è stato prospettato un piano con una riduzione di personale pari a circa 300 unità da qui al 2031 e una rimodulazione del servizio. Ma nelle ultime settimane, di quel piano, non si è più discusso e i sindacati chiedono trasparenza. Già partito invece il nuovo piano tariffario, che potrebbe vedere ulteriori rincari nei prossimi anni. Non è un elemento da poco, infine, l’impatto del caro gasolio sui costi d’esercizio nel breve e medio termine.




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