Scienza e tecnologia

il blackout PlayStation si spegne senza risultati concreti

In risposta alla decisione di abbandonare il formato fisico a partire dal 2028, i giocatori e gli appassionati del mondo videoludico hanno dato via al cosiddetto PlayStation Blackout, un movimento di protesta nei confronti di Sony. Ma l’iniziativa avrà sortito gli effetti sperati?

Il PlayStation Blackout invitava i giocatori a tenere completamente spente le proprie console PlayStation, in modo da mandare un messaggio forte a Sony. Un utente ha domandato a Mat Piscatella, noto analista di mercato presso Circana, se fosse stato rilevato “qualche cambiamento che potrebbe essere attribuito al PSBlackout?”. La replica di Piscatella parla chiaro: “No. Non si è verificata alcuna variazione significativa nel numero di giocatori o nel livello di coinvolgimento secondo i nostri dati di monitoraggio”. I dati presi in considerazione dall’analista rientrano nel contesto del Player Engagement Tracker di Circana, relativo alla settimana conclusasi il 5 settembre 2026, strumento che misura gli utenti attivi su base settimanale negli USA.

Le ragioni della protesta contro Sony

L’addio di Sony al formato fisico ha suscitato dubbi su questioni quali la proprietà dei titoli, l’accesso ai contenuti digitali, il futuro dei supporti fisici e il declino dei mercati della vendita al dettaglio e della rivendita dell’usato. Il PS Blackout è stato organizzato da gruppi impegnati nella salvaguardia del patrimonio videoludico, tra cui DoesItPlay, e invitava gli utenti PlayStation a evitare di effettuare l’accesso, giocare o effettuare acquisti: sospendere completamente l’utilizzo delle piattaforme Sony. Tuttavia, sembra non ci sia stata alcuna ripercussione nei confronti del colosso giapponese.


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