Liguria

Il bilancio degli alpini a Genova: “Bellissima accoglienza, speriamo di aver lasciato un buon ricordo”


Genova. È già tempo di bilanci per i 90mila alpini protagonisti della 97esima Adunata nazionale a Genova. Un evento iniziato all’insegna delle polemiche, inevitabilmente sconfinate sul piano politico, e con una buona dose di incognite a livello organizzativo. Ma, a giudicare dalle voci che abbiamo raccolto a margine della grande sfilata, si può dire che tutto sia andato per il meglio, almeno dal punto di vista di chi indossa una penna sul cappello.

È andata benissimo, a parte la pioggia battente – racconta Giordano del gruppo di Malnate, sezione di Varese, componente di un coro che raduna alpini da diverse regioni del Nord Italia -. Abbiamo visto tanto affetto da parte della gente sebbene fossimo un po’ preoccupati perché qualcuno sembrava che non ci volesse. Invece alla fine siamo felici”.

Molti di loro erano già stati a Genova per l’adunata nel 2001, come anche Claudio da Passerano Marmorito, sezione di Torino: “Cosa è cambiato? All’epoca eravamo tutti più giovani“, scherza. Da parte sua giudizio positivo sulla permanenza in città.

Dal Cadore arriva invece Alessandro, che nel capoluogo ligure era già arrivato da turista ma non da alpino: “È andata bene nonostante la pioggia. Quando ci sono questi eventi con gente dappertutto ti senti subito dentro la festa”.

Sebastiano fa parte della banda titolare di Orzano, nella zona di Udine: “Adunata bagnata, adunata fortunata – sorride -. Abbiamo ricevuto una bellissima accoglienza, la città è ospitale, e speriamo di aver lasciato noi un buon ricordo alla città. Abbiamo ritrovato amicizie coi genovesi, manterremo i contatti”.

Soddisfatti anche gli alpini del gruppo Lamon, della sezione di Feltre in provincia di Belluno: “È stata un’adunata eccezionale – raccontano Mauro e Walter -. La pioggia? Ovviamente siamo abituati. L’accoglienza è stata entusiasmante, veramente toccante. Siamo stati ospitati a Casella e non riuscivamo a toccare il portafogli neanche insistendo, contro tutte le leggende metropolitane”.

Non solo Nord Italia. Enzo fa parte del gruppo di Schiavi d’Abruzzo, anche se è residente a Roma: “È andata alla grande – conferma -. È stata una bella festa. Ci siamo trovati benissimo, tutto pulito, una bella accoglienza. Ritornare? Ho qualche anno di troppo e magari non faccio in tempo, però lo farei volentieri”.

Oltre 750 i pullman carichi di alpini arrivati a Genova da ogni parte d’Italia: molti di questi ripartono dalla zona allestita in corso Torino man mano che i vari gruppi terminano la sfilata lungo il percorso da piazza De Ferrari alla Foce. Già da domenica sera la città torna alla normalità, sebbene alcuni abbiano deciso di prolungare il soggiorno nel capoluogo o nelle località vicine. Tre giorni di festa che, comunque vada, rimarranno nella storia di Genova e nel cuore di chi ha vissuto l’adunata.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »