“Il Barletta Calcio si ama con i fatti, non a parole”, la proposta: “100 Sponsor per il Barletta”
In questi giorni stiamo assistendo a una campagna di rafforzamento della S.S. Barletta 1922 che merita il plauso di tutta la città. I recenti acquisti, uniti alla conferma di molti protagonisti della promozione, dimostrano che esiste un progetto serio, costruito con competenza, programmazione e, soprattutto, con un enorme sacrificio economico.
Da cittadino e da tifoso del Barletta sento il dovere di rivolgere un sincero ringraziamento al presidente Marco Arturo Romano e ai suoi collaboratori.
Vorrei però soffermarmi su un aspetto che dovrebbe far riflettere tutti. Il presidente Romano non è barlettano. Eppure ha deciso di investire risorse economiche considerevoli per dare un futuro al Barletta Calcio, credendo in una città che non è quella in cui è nato, ma che oggi rappresenta con passione e responsabilità. Questo merita rispetto. Ma, soprattutto, dovrebbe farci porre una domanda: noi barlettani stiamo facendo abbastanza per il nostro Barletta?
Penso alle tantissime famiglie che, nonostante il periodo economico non semplice, acquistano un abbonamento, un biglietto o una maglia ufficiale. Dietro quei gesti ci sono sacrifici autentici: chi rinuncia a una serata fuori, chi mette da parte qualcosa per portare i figli allo stadio, chi sceglie di sostenere la squadra della propria città pur facendo i conti con il bilancio familiare. Sono sacrifici che meritano rispetto quanto quelli sostenuti dalla proprietà. Ma non basta. Non possiamo pensare che il peso economico di un progetto tanto importante ricada esclusivamente sulle spalle del presidente.
Il Barletta non è una semplice società di calcio. È un patrimonio della città. È uno dei simboli più riconoscibili della nostra identità. Per questo rivolgo un appello al mondo imprenditoriale, ai professionisti, ai commercianti e alle aziende del territorio. Sostenere il Barletta significa investire nella città, perché ogni partita porta persone, visibilità, entusiasmo, indotto economico e promozione del nostro territorio.
Propongo una iniziativa semplice ma concreta: «100 Sponsor per il Barletta». Cento aziende che decidano di contribuire, ciascuna secondo le proprie possibilità. Nessuno è chiamato a fare miracoli, ma se in tanti fanno qualcosa il risultato può diventare straordinario. Vorrei avanzare anche una proposta di civiltà istituzionale. Chi ricopre incarichi pubblici dovrebbe rinunciare spontaneamente a qualsiasi forma di ingresso gratuito allo stadio, fatti salvi gli accrediti previsti dalla legge o dai regolamenti organizzativi.
Sindaco, assessori, consiglieri comunali, consiglieri regionali, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni dovrebbero essere i primi ad acquistare il proprio biglietto o il proprio abbonamento. Non per una questione economica, ma perché le istituzioni devono dare l’esempio. Mi piacerebbe che tutti i consiglieri comunali, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, annunciassero pubblicamente la sottoscrizione del proprio abbonamento. Sarebbe un gesto semplice, ma dal grande valore simbolico.
Rivolgo infine un appello anche agli Ordini professionali, alle associazioni di categoria, ai club service, alle realtà associative e a tutte le forze vive della città: facciamo sentire alla società che Barletta è al suo fianco. Perché una squadra forte non si costruisce soltanto acquistando grandi calciatori. Si costruisce soprattutto quando un’intera comunità decide di diventare parte dello stesso progetto.
I presidenti passano. I calciatori passano. Le amministrazioni passano. Il Barletta resta. Ed è proprio perché resterà anche dopo di noi che oggi abbiamo il dovere morale di sostenerlo, ciascuno secondo le proprie possibilità. Perché una città che non difende i propri simboli rischia di perdere una parte della propria identità.
Avv. Michele Cianci
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