Piemonte

il 6 giugno la parata per i diritti LGBTQIA+ attraversa Torino

TORINO – Il Torino Pride compie vent’anni e torna nelle strade della città con un’edizione dal forte valore simbolico e politico. Sabato 6 giugno migliaia di persone sfileranno per i diritti e l’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+, in una manifestazione che quest’anno porta il claim “Venti di lotte”, richiamo sia al ventennale del Pride torinese sia ai “venti” che continuano a spingere le battaglie della comunità.

Per la prima volta la parata partirà dal Parco del Valentino, con concentramento previsto alle 14.30 e partenza alle 15.30 da corso Massimo d’Azeglio. Il corteo attraverserà corso Vittorio Emanuele II, corso Galileo Ferraris, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello e via Po, per concludersi in piazza Vittorio Veneto con gli interventi dal palco e gli eventi finali.

La conferenza stampa di presentazione si è svolta al Magazzino sul Po, ai Murazzi, luogo simbolo della rete culturale e sociale torinese. Una scelta che, spiegano gli organizzatori, rappresenta bene la doppia anima del Pride: momento di lotta e rivendicazione ma anche festa, cultura e socialità.

«Vent’anni in cui abbiamo capito che la conquista degli spazi e il sostegno reciproco tra persone e comunità non possono limitarsi a un appuntamento annuale», si legge nel manifesto politico del Pride 2026. «Devono essere pratica quotidiana, gesto di cura collettiva e scelta politica necessaria».

“La gioia nelle strade è un atto politico”

A sottolineare il significato di questa edizione è stata Chiara Tarantello, co-coordinatrice del Torino Pride, che ha parlato di una “lotta intersezionale” costruita negli anni attraverso reti e alleanze con altre realtà sociali e culturali.

«Anno dopo anno abbiamo trasformato la marcia perché assomigliasse sempre di più alle persone che la abitano, rendendola più accogliente e plurale», ha spiegato. «In questo clima, la gioia nelle strade è un atto politico».

Anche il percorso della parata assume un significato simbolico. «Portare il Pride in vie e quartieri nuovi significa contaminare la città», ha dichiarato Margherita Anna Jannon, co-coordinatrice e segretaria del Torino Pride. «Scegliamo di invadere Torino con i nostri corpi e le nostre identità, rivoluzionandola».

I dati sui diritti LGBTQIA+ e l’appello alle istituzioni

Il Coordinamento Torino Pride ha ricordato come il recente rapporto di ILGA-Europe collochi l’Italia al 35esimo posto su 49 Paesi europei per uguaglianza e diritti LGBTQIA+, un dato che secondo gli organizzatori fotografa un arretramento culturale e legislativo.

Per questo il Pride lancia un appello alle istituzioni, locali e nazionali, affinché assumano un impegno concreto contro discriminazioni e disuguaglianze.

L’edizione 2026 ha ottenuto il patrocinio della Città di Torino e della Città Metropolitana di Torino. Tra i sostenitori figurano anche Università degli Studi di Torino, Politecnico di Torino e Accademia Albertina di Belle Arti.

L’assessore ai Diritti della Città di Torino Jacopo Rosatelli ha definito il Torino Pride «un appuntamento fondamentale per la città», ribadendo la necessità di proseguire il percorso verso il matrimonio egualitario e la piena uguaglianza giuridica e sociale.

Accessibilità, aree protette e traduzione LIS

Anche quest’anno grande attenzione sarà dedicata all’accessibilità. Grazie alla collaborazione con Disability Pride e il collettivo Mai Ultimi saranno presenti aree di scarico sensoriale lungo il percorso, spazi più silenziosi e protetti, oltre al supporto della Croce Rossa Italiana.

In piazza Vittorio sarà allestita un’area di decompressione con posti a sedere e tutti gli interventi dal palco saranno tradotti in LIS. Per le persone con difficoltà motorie sarà inoltre disponibile il bus City Sightseeing Torino in testa al corteo, mentre una navetta GTT collegherà l’area finale con Porta Susa.

Gli ospiti sul palco finale

Il palco del Torino Pride 2026 ospiterà artiste e personalità legate da tempo alle battaglie LGBTQIA+.

Tra gli ospiti più attesi ci saranno Francamente, progetto musicale torinese tra elettronica e cantautorato queer, Ambra Angiolini insieme alla figlia Jolanda Renga, e l’artista e attivista Mc Nill.

In piazza Vittorio sarà inoltre presente uno spazio dedicato allo screening rapido HIV e sifilide, in collaborazione con Torino Fast Track City.

La festa ufficiale e gli eventi in città

Dopo la parata il Torino Pride proseguirà con il “Torino Pride Official Party” al Centralino Club, evento di autofinanziamento organizzato insieme a Klub Bitcherin, Delirio e Q-Pulse.

Numerosi anche gli appuntamenti di avvicinamento diffusi in città, tra cui la partecipazione a FLOR Aquarium 2026 al Parco del Valentino, la mostra dedicata ai vent’anni del Pride durante Torino Comics 2026 e gli eventi in collaborazione con Evergreen Fest al Parco della Tesoriera.

Verso EuroPride 2027

Il Torino Pride 2026 rappresenta inoltre una tappa fondamentale nel percorso che porterà la città a ospitare EuroPride 2027, assegnato ufficialmente a Torino nel novembre 2024.

Il passaggio simbolico di consegne avverrà l’8 agosto ad Amsterdam durante il World Pride. Per il Coordinamento Torino Pride, il grande appuntamento europeo dovrà diventare «uno strumento condiviso per portare la richiesta di uguaglianza su un piano legislativo, culturale ed economico».

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