Umbria

I farmaci per dimagrire, negli studi dei ricercatori per la lotta al cancro

di M.T.

Ozempic, Wegovy e gli altri farmaci agonisti del recettore del Glp-1 hanno già cambiato il trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità. Ora la comunità scientifica sta cercando di capire se possano avere un ulteriore effetto: ridurre il rischio di sviluppare alcuni tumori o rallentarne la progressione.

Il tema è emerso con forza durante gli ultimi congressi dell’American society of clinical oncology (Asco), il principale appuntamento mondiale dedicato all’oncologia, dove sono stati presentati diversi studi che hanno analizzato milioni di dati clinici raccolti negli ultimi anni. I risultati sono considerati promettenti, ma gli stessi ricercatori invitano alla prudenza: al momento si tratta prevalentemente di studi osservazionali e non di sperimentazioni cliniche randomizzate, che rappresentano il livello più alto di evidenza scientifica.

Farmaci come semaglutide (commercializzata con i nomi Ozempic e Wegovy) e tirzepatide imitano l’azione di ormoni naturali che regolano l’appetito, la glicemia e il metabolismo. La perdita di peso che inducono è spesso significativa e questo ha portato i ricercatori a interrogarsi sugli effetti indiretti che potrebbero avere anche sul rischio oncologico, considerando che l’obesità è riconosciuta come uno dei principali fattori di rischio per numerose forme di tumore.

Uno degli studi più rilevanti presentati all’Asco ha preso in esame oltre 170 mila persone affette da diabete e obesità negli Stati Uniti. I ricercatori hanno osservato che chi assumeva farmaci Glp-1 presentava un rischio inferiore del 7% di sviluppare uno dei 14 tumori correlati all’obesità rispetto ai pazienti trattati con altre terapie antidiabetiche. La riduzione è risultata particolarmente evidente per il tumore del colon e del retto, con il 16% di casi in meno per il colon e il 28% in meno per il retto. Lo studio ha inoltre rilevato una riduzione dell’8% della mortalità complessiva.

Un altro filone di ricerca ha riguardato il tumore della mammella. Un’analisi condotta su circa 95 mila donne in sovrappeso o obese sottoposte a screening mammografico ha evidenziato una minore incidenza di tumore mammario tra le pazienti che assumevano farmaci GLP-1. I risultati preliminari presentati all’Asco 2026 indicano una riduzione del rischio che in alcune elaborazioni si avvicina al 30%.

Altre ricerche hanno invece esaminato pazienti oncologici già colpiti dalla malattia. Uno studio coordinato dalla Cleveland Clinic e presentato all’Asco 2026 ha analizzato oltre 12 mila persone con tumori del polmone, della mammella, del colon-retto e del fegato. Nei pazienti trattati con farmaci GLP-1 è stata osservata una minore probabilità di progressione verso forme metastatiche o di stadio IV, con riduzioni comprese tra il 31% e il 50% a seconda del tipo di tumore.

Le spiegazioni biologiche non sono ancora del tutto chiare. Una parte dei benefici potrebbe derivare semplicemente dalla riduzione del peso corporeo e dal miglioramento del metabolismo. Tuttavia diversi gruppi di ricerca stanno valutando anche effetti diretti dei farmaci sui processi infiammatori cronici, sull’attività del sistema immunitario e sui recettori del GLP-1 presenti in alcuni tessuti tumorali.

Gli stessi oncologi, però, sottolineano che non esistono ancora prove sufficienti per considerare Ozempic, Wegovy o altri agonisti del Glp-1 come farmaci antitumorali. Gli studi finora disponibili mostrano associazioni statistiche ma non dimostrano un rapporto di causa-effetto. Saranno necessari anni di osservazione e trial clinici specifici per capire se i risultati osservati siano realmente dovuti ai farmaci o a fattori indiretti come il dimagrimento, la riduzione dell’infiammazione e il miglior controllo del diabete.

In Umbria il contesto di partenza è significativo. Secondo i dati del sistema di sorveglianza Passi dell’Istituto superiore di sanità, il 41,8% degli adulti tra 18 e 69 anni è in eccesso ponderale, con il 10,6% in condizioni di obesità. A questo quadro si aggiunge una incidenza dei principali tumori correlati all’obesità in linea con il trend nazionale: i dati del registro tumori regionale indicano che in Umbria i tumori più frequentemente associati a sovrappeso e obesità (mammella, colon-retto ed endometrio) restano tra le principali cause oncologiche diagnosticate ogni anno, con una distribuzione che riflette l’alta prevalenza di fattori di rischio metabolici nella popolazione adulta. In particolare, il tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequente tra le donne umbre, mentre il colon-retto è tra i principali tumori in entrambi i sessi, un dato coerente con il quadro di sovrappeso diffuso nella regione.

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