«I dirigenti fuggono». Il sindaco non ci sta: «Strumentalizzate»
PORTO SAN GIORGIO L’opposizione al fulmicotone sulla decisione della dirigente del secondo settore. «Comune senza guida, città in difficoltà» il commento del Pd all’opposizione. Il gruppo consiliare Partito democratico Porto San Giorgio, in un comunicato hanno esternato la sua preoccupazione sull’imminente aspettativa della dirigente del secondo settore.
L’esame
«Tre dirigenti in un anno, 4 dall’inizio del mandato Vesprini. -hanno constatato – nell’arco di un paio d’anni hanno lasciato il Comune di Porto San Giorgio. L’ingegnere Postacchini dirigente dell’Ufficio Tecnico, l’avvocato Popolizio dirigente storico del settore affari generali e segreteria e in questi giorni, è arrivata la notizia dell’uscita della dottoressa Fanesi ventennale capo del settore ragioneria e contabilità.
Il dottor Sacchi dirigente settore servizi sociali, cultura, sport, istruzione, aveva scelto di andarsene poco dopo l’insediamento dell’attuale amministrazione, con lui il numero sale a quattro. Non una semplice coincidenza che rappresenta un segnale grave di crisi amministrativa. L’attuale giunta, sta trascinando la macchina comunale in una condizione di instabilità e incertezza che ricade inevitabilmente sui cittadini e sui servizi.
Da tempo registriamo la mancanza di programmazione, di dialogo interno e di rispetto per le competenze dei funzionari. Le recenti uscite, confermano che questa amministrazione è politicamente autoreferenziale e incapace di garantire una gestione efficiente e serena dell’ente. Non è accettabile che il sindaco resti in silenzio. I cittadini hanno diritto di sapere. Il Pd chiede al sindaco di riferire immediatamente in Consiglio e spiegare come intende ristabilire continuità e competenza negli uffici. È evidente che la città sta pagando il prezzo di una gestione improvvisata, in cui conta più l’immagine che la sostanza».
La risposta
A stretto giro, è arrivata la risposta da parte del sindaco Valerio Vesprini: «Si tratta di percorsi personali legittimi per i dirigenti, spesso legati a occasioni di crescita o a scelte di vita. Il lavoro di un’amministrazione non si misura dal numero dei dirigenti che, per scelte personali o professionali, intraprendono nuovi percorsi ma dalla capacità concreta di far funzionare la macchina comunale, garantendo servizi, investimenti e risultati per la città. Quella del Pd, è una lettura strumentale».




