I continui cantieri in autostrada rallentano i soccorsi sanitari: l’allarme dell’ordine dei medici

Cantieri, restringimenti di carreggiata e corsie uniche lungo il tratto abruzzese dell’autostrada A14 mettono a rischio la tempestività dei soccorsi sanitari e il trasporto dei pazienti gravi verso i centri ospedalieri di riferimento.
A lanciare l’allarme è l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Chieti, che ha inviato una lettera formale ad Autostrade per l’Italia (Direzione 7° Tronco – Pescara) e a tutti i soggetti concessionari e gestori del tratto autostradale interessato.
Le criticità della rete autostradale si innestano su un quadro territoriale già estremamente complesso. Le aree interne e montane della provincia di Chieti soffrono infatti un cronico isolamento viario, che le vede penalizzate nei tempi di percorrenza ordinari verso i principali luoghi di cura. Per queste comunità, l’autostrada rappresenta un’arteria insostituibile per agganciare rapidamente i presidi di alta specializzazione.
In questo contesto, l’ordine individua un punto nevralgico di assoluta criticità: la carreggiata dell’A14 in direzione nord nel tratto compreso tra Val di Sangro e Ortona. Questo segmento costituisce la principale via di collegamento che unisce i comuni della provincia più distanti e orograficamente svantaggiati con l’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Qualsiasi blocco, cantiere o rallentamento lungo questa tratta si traduce istantaneamente nel taglio dei collegamenti salvavita per un’ampia porzione della popolazione provinciale.
Il nodo centrale evidenziato dall’ordine riguarda infatti il trasporto secondario urgente dagli ospedali “spoke” periferici verso i centri Hub, in primis il policlinico Santissima Annunziata di Chieti. La Cardiologia dell’ospedale teatino è il centro hub provinciale di riferimento per l’infarto miocardico acuto (Stemi) e l’Emodinamica interventistica di Chieti rappresenta l’unica struttura attiva 24 ore su 24 sul territorio provinciale per l’angioplastica primaria.
Come ricordato dalla presidente Gagliardi richiamando le Linee guida della società Europea di cardiologia (Esc), il tempo massimo target dalla diagnosi alla riperfusione per questi interventi salvavita è di soli 90 minuti (e comunque entro la soglia dei 120 minuti per preferire la Pci alla fibrinolisi). “Si tratta di intervalli che comprendono l’intero percorso assistenziale”, sottolinea la presidente dell’ordine. “I blocchi e i ritardi stradali non sono un margine aggiuntivo, ma erodono direttamente il tempo utile per salvare una vita”, evidenzia. Considerazioni analoghe valgono per la rete ictus, le urgenze vascolari e i politraumi.
A complicare il quadro si aggiunge la mancata disponibilità del volo notturno dell’elisoccorso nel territorio provinciale, elemento che rende la rete viaria l’unica arteria di collegamento praticabile nelle ore notturne, soprattutto con l’approssimarsi della stagione invernale e il conseguente peggioramento delle condizioni meteo.
Per garantire la tutela della salute pubblica, l’Ordine dei medici di Chieti chiede ai concessionari e agli enti competenti di valutare con massima urgenza una serie di interventi operativi: rimodulazione dei cantieri: pianificare i lavori mantenendo la fluidità della circolazione, evitando strettoie simultanee nei tratti più critici (a partire dalla tratta Val di Sangro-Ortona) e privilegiando finestre orarie o stagionali a ridotto flusso di traffico; corridoi di emergenza: predisporre varchi e corsie dedicate che consentano l’attraversamento e il passaggio prioritario di ambulanze e mezzi di soccorso privi di intoppi nelle code; protocolli operativi integrati: definire procedure condivise con la Centrale operativa 118, polizia stradale, vigili del fuoco e personale autostradale per l’individuazione e l’agevolazione tempestiva dei mezzi in emergenza; piani di contingenza e viabilità alternativa: predisporre percorsi alternativi già testati per i soccorsi in caso di chiusure improvvise o incidenti gravi, ponendo particolare attenzione al raccordo tra le aree interne e la viabilità principale; condivisione del calendario lavori: garantire un flusso informativo preventivo verso i servizi sanitari e le autorità territoriali, con referenti operativi sempre reperibili.
L’Ordine ha infine richiesto la convocazione di un incontro tecnico urgente con tutti i soggetti istituzionali, autostradali e sanitari coinvolti, al fine di concordare soluzioni immediate ed efficaci a tutela della cittadinanza.
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