Hub Alì, sì al ricorso dei comitati, ma Canella non ci sta: «Una follia»

Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensiva del pronunciamento del Tar del 15 aprile scorso, bloccando così una parte dei lavori per la realizzazione del nuovo centro logistico Alì in via Svezia a Granze di Camin. A presentare il ricorso è stato il “Comitato Cittadini Granze di Camin”, che da anni si batte contro la costruzione dell’opera.
Forte disappunto da parte dell’azienda. «Stiamo parlando di un’area destinata a una zona industriale, dove io ho già un’attività esistente. Tra noi e il quartiere ci sono due chilometri di distanza, è ovvio che c’è qualcosa che non va – dichiara il presidente del gruppo Alì SpA Gianni Canella al Gazzettino di Padova -. Il problema siamo noi e se questo progetto non dovesse essere realizzato sarebbe una follia». Infatti, secondo il presidente, «rischia di passare un messaggio pericolosissimo, ovvero che a Padova non si può investire».
Inoltre, «in caso di stop ai lavori, l’area rimarrebbe comunque nostra e, chiaramente, non ci faremmo un parco pubblico», aggiunge Canella. Per l’azienda, tuttavia, verrebbe meno un indotto stimato in 100 milioni di euro e sfumerebbero circa 200 assunzioni.
«La nostra volontà resta quella di costruire il primo hub logistico green d’Italia, con una superficie verde di 50mila metri quadri, la piantumazione di oltre 2.500 piante, laddove ora ce ne sono solo 140, la creazione di un bosco urbano e l’utilizzo di tecnologie avanzate per tagliare le emissioni», conclude il presidente.
Occhi puntati al prossimo 16 luglio, quando i giudici si pronunceranno nel merito del ricorso.
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