Hormuz, si muove la portaerei francese: la Charles de Gaulle entra nella crisi del Golfo
La portaerei Charles de Gaulle e parte del Gruppo Aeronavale della Marina francese hanno attraversato il Canale di Suez per dispiegarsi nel Mar Rosso e prendere posizione a ridosso del Golfo di Aden, dove inizierà la loro missione a fianco delle unità schierate dal Regno Unito.
Il nuovo dispiegamento dell’ammiraglia francese, impegnata nella missione denominata La Fayette 26, punta a ristabilire la sicurezza nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, accelerando questa “iniziativa non appena le circostanze lo consentiranno”. Insieme alla portaerei operano la fregata multiruolo Alsace, dotata di “capacità di difesa aerea potenziate”, e la nave logistica Jacques Chevallier, un rifornitore polivalente. Non si può escludere inoltre la presenza di un sottomarino d’attacco o di un sottomarino lanciamissili in pattugliamento nell’Oceano Indiano, che potrebbero affiancare o gravitare nell’area prevista per il dispiegamento del gruppo aeronavale.
Il gruppo aeronavale che comprendeva la Charles De Gaulle aveva interrotto la propria navigazione verso i mari del Nord quando il conflitto si è esteso al Libano e la Repubblica di Cipro, membro dell’Unione Europea e sede di basi militari britanniche, è stata presa di mira da droni ed è stata minacciata da attacchi missilistici. Gli attacchi di ritorsione sferrati dall’Iran hanno inoltre messo nel mirino la base navale francese di Camp de la Paix, hub concesso dagli Emirati Arabi Uniti nel Port Zayed di Abu Dhabi.
Secondo il comunicato diffuso dal ministero della Difesa francese, gli obiettivi principali del dispiegamento sono valutare il contesto operativo regionale e fornire “ulteriori opzioni di uscita dalla crisi” per rafforzare la sicurezza della regione in coordinamento con le forze alleate, integrando le risorse dei paesi che intendono attuare una “strategia difensiva e appropriata” nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Il fine ultimo è contribuire a rassicurare gli operatori del commercio marittimo esposti alle minacce che interessano lo Stretto di Hormuz, sottoposto al blocco navale imposto dall’Iran.
Parigi vuole fare la propria parte nel garantire il passaggio sicuro delle navi attraverso lo stretto, ma mantiene cautela nell’intervenire nella guerra, non volendo unirsi al dispositivo della US Navy né prendere parte alle operazioni militari condotte da Israele e Stati Uniti. L’obiettivo è piuttosto quello di “accelerare” l’iniziativa franco-britannica che ha riunito oltre 40 paesi nel tentativo di riaprire la navigazione attraverso lo snodo strategico da cui transitava circa il 20% del petrolio greggio mondiale e dove il traffico marittimo è praticamente immobile dal 28 febbraio, data d’inizio di quella che è già stata definita la Terza Guerra del Golfo.
La Francia, il Regno Unito e anche l’Italia non vogliono essere parte diretta del conflitto, ma intendono impegnarsi per far rispettare il diritto internazionale e le sovranità nazionali, oltre a ripristinare la sicurezza della navigazione in Medio Oriente. In questo contesto, la Marina Militare italiana svolgerà un importante ruolo nella bonifica delle mine navali posate nello stretto dai Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani, mantenendo però la stessa cautela mostrata dagli alleati.
Il presidente francese Emmanuel Macron aveva già annunciato a marzo l’intenzione di istituire una “missione puramente difensiva” che includesse paesi europei ed extraeuropei per scortare le navi mercantili attraverso lo stretto. Come ricorda Politico, tuttavia, i paesi europei si erano mostrati “riluttanti a farsi coinvolgere nella guerra lanciata dal presidente statunitense Donald Trump”. Ora che l’intero continente europeo si trova ad affrontare una crescente emergenza commerciale ed energetica a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, e in attesa degli sviluppi dei negoziati che hanno congelato il piano dell’operazione Project Freedom, anche le navi da guerra europee si stanno muovendo a ridosso del Golfo Persico.
Un funzionario della presidenza francese, parlando a condizione di anonimato, ha dichiarato in merito al dispiegamento: “Con questo aggiustamento della nostra posizione, vogliamo inviare collettivamente il messaggio che non solo siamo pronti a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma che siamo anche in grado di farlo”. L’obiettivo primario, ha spiegato, resta quello di ripristinare la normale navigazione. Il funzionario ha inoltre aggiunto che Parigi propone all’Iran di consentire il passaggio delle navi attraverso il canale “e in cambio di impegnarsi a negoziare con gli americani su questioni sostanziali: missili, questioni nucleari e questioni regionali… In cambio, gli americani revocherebbero il blocco e otterrebbero da parte degli iraniani l’impegno a negoziare”.
La portaerei francese a propulsione nucleare Charles de Gaulle, scortata dalla FREMM DA Alsace e dal rifornitore polivalente Jacques Chevallier, entrambi parte della Task Force 473, imbarca circa trenta caccia Rafale M, versione navalizzata del principale aereo da combattimento delle forze francesi, tre velivoli E-2C Hawkeye specializzati nei compiti Airborne Early Warning e sorveglianza, oltre a quattro elicotteri navali impiegati in missioni di lotta antisommergibile,
ricerca e soccorso. Oltre ai missili della FREMM Alsace, armata con sistemi Exocet e Aster, la portaerei francese è protetta da missili antibalistici, cannoni GIAT da 20 mm e sistemi di guerra elettronica.
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