“Ho l’alopecia, ma non ho mai indossato parrucche. Dopo l’adolescenza ho sentito la necessità di mostrarmi”: la storia di Eugenia Longo
Ha perso i capelli a tre anni e mezzo a causa di un’alopecia ereditaria e, crescendo, non ha avuto gli stessi modelli delle altre bambine. Giocattoli e personaggi i cui riconoscersi. Pian piano che maturava, però, la content creator Eugenia Longo ha capito che “la femminilità è qualcosa di complesso, non riducibile a un singolo dettaglio come capelli o sopracciglia. Prima di come appaio, mi sento donna nel modo in cui mi pongo, in come mi relaziono e in quello che riesco a trasmettere”, ha raccontato in un’intervista a Vogue.
Perdere i capelli così presto l’ha costretta a interrogarsi sull’estetica in un’età in cui, normalmente, non si sarebbe domandata nulla. “Cosa fosse bello, cosa fosse femminile, come apparissi agli occhi degli altri. È stata un’introspezione precoce che mi ha aiutata tantissimo”. Anche la terapia le è stata utile per conoscere se stessa e il proprio corpo: “Oggi ci sono cure sperimentali per l’alopecia, ma io ho fatto un percorso di accettazione quando non c’erano alternative. E consiglio di partire sempre da lì: dalla consapevolezza di sé”.
Lei, comunque, ha spiegato: “Non ho mai indossato parrucche“. In adolescenza usava foulard e fascette abbinandoli agli abiti. “Poi, più avanti, ho sentito la necessità di liberarmene e mostrarmi. È stato un percorso lungo, ma naturale: non mi sono mai messa fretta”.
A pesare di più non è mai stato lo specchio, ma lo sguardo altrui. “Io non mi sono mai vista brutta. Gli occhi giudicanti degli altri sono stati la cosa più complessa da gestire”. La sicurezza, poi è cresciuta col tempo: “Quando mi nascondevo, c’era tanta insicurezza. Anche nelle relazioni: con i primi fidanzati avevo difficoltà a mostrarmi. Poi, pian piano, ho sentito che non stavo più bene nella figura in cui ero vissuta per anni”.
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