Gli amaranto a Empoli per il riscatto. Mille tifosi al seguito della squadra

Tre assenze pesanti, una per reparto, per l’Arezzo che va a sfidare l’Empoli: Illanes in difesa, Iaccarino a centrocampo, Tavernelli in attacco. Bucchi per la prima volta dovrà mettere mano alla formazione e, se il dubbio nella linea arretrata è già stato sciolto, gli altri due restano aperti. Sul tavolo c’è pure l’opzione del cambio di sistema, nonostante il 4-3-3 sia stato sempre l’abito preferito dal tecnico, pure nelle situazioni di emergenza.
Ricapitolando. Illanes è squalificato, al suo posto giocherà Coppolaro: quest’ultimo non è al top della condizione, ha debuttato domenica a Verona dopo un’estate di lavoro personalizzato per smaltire i postumi della pubalgia e dell’intervento chirurgico. Però è quello che meglio conosce i meccanismi di squadra e verrà preferito a Mancini, un under con poca esperienza in B. In mezzo al campo, non ci sarà Iaccarino, vittima di una distorsione al ginocchio e in infermeria fino a dopo la sosta. Se resta il 4-3-3, ballottaggio Chierico-Viviani per sostituirlo: il primo è una mezz’ala d’inserimento che si adatta a fare il play, il secondo è un regista di ruolo, più difensivo. Infine Tavernelli, bloccato da un’infiammazione tendinea: anche per lui rientro il 10 ottobre con la Cremonese. Il sostituto naturale è Olivieri, un ex, arrivato da dieci giorni e con il ritmo gara ancora da trovare: toccherà a lui? Forse. In quel ruolo potrebbe essere utilizzato pure Chierico, un jolly che conosce quelle mansioni e ha la gamba per attaccare e ripiegare.
Per il resto, spazio a Nunziante tra i pali, Renzi (altro ex) e Righetti terzini, Gilli centrale di difesa, Ionita e Sala mezz’ali, Arena a destra del tridente e Cianci centravanti, con Cerri che potrebbe però essere la sorpresa. Probabile spezzone per Mancuso, uno dei tanti ex della sfida, che a Empoli ha vissuto la parentesi più bella della sua carriera.
Oltre all’undici iniziale da comporre, c’è l’incognita psicologica. L’Arezzo viene da un 5-0 mortificante a Verona, figlio di un secondo tempo in inferiorità numerica e giocato con un’arrendevolezza insolita per la squadra. A parole la debacle è stata messa alle spalle, i fatti però dovranno confermarlo. Quello di stasera, in un derby che torna dopo 21 anni, è il primo vero test a 360 gradi per gli amaranto, chiamati a una prova di carattere corroborata dalla capacità di leggere la gara e interpretarla per creare problemi all’avversario.
Pagliuca, tecnico dell’Empoli, è un istrione della panchina, molto bravo a plasmare le sue squadre. Probabile il modulo con la difesa a tre, il trequartista e due punte, anche se Saporiti galleggia tra le linee e poi si abbassa per ricomporre la mediana a cinque. Gli azzurri hanno ritmo, gamba, gioventù diffusa e ragazzi di prospettiva. Sarà una partita tosta, giocata sul ritmo e i contrattacchi. Poi, come quasi sempre in Serie B, i dettagli sposteranno la bilancia di qua o di là.
I tifosi non vincono le partite ma possono alterare qualche equilibrio. Al “Computer Gross Arena” ci saranno mille aretini nel settore ospiti: un dato incredibile e sorprendente, seppure intorno all’Arezzo si viva da mesi un palpabile entusiasmo. Dopo un 5-0 al passivo, in una trasferta che cade alle 19 di un giorno feriale, non era scontata una partecipazione del genere. E invece da parte del pubblico è arrivato un segnale fortissimo. Adesso sta alla squadra trarne i dovuti benefici.
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