Dove sono finiti i bambini? libro

Dove sono finiti i bambini?, Indrek Koff, illustrazioni di Elina Sildre, Camelozampa
In una città davvero bella e felice, dove la gente si incontra e si saluta in maniera cordiale, c’è qualcuno che ha dei pensieri. I bambini si sono riuniti e hanno deciso di fuggire perché sono stufi dei grandi, che vogliono sempre decidere tutto.
“E dai che ti pettino, e giù lo sciroppo, stai fermo, non correre troppo, mettetevi in fila, bambini, obbedire, fate meno rumore, le bocche cucite!” E come se non bastasse: ci sono i compiti, non si può giocare al computer, con i giochi elettronici o con il cellulare. Il sindaco decide di fare un tentativo per cercarli con l’esercito. Nemmeno i volantini del pedagogista hanno successo. Ci provano anche Raniero il Cattivo, il Direttore d’orchestra e la signora Adele. Ognuno si inventa un modo per cercare di far tornare i bambini all’ovile. Senza bambini, però, non è più la stessa cosa: la città è diventata un luogo triste, silenzioso, deserto.
“La vita ha smarrito ogni dolce sapore,
il tempo è soltanto tristezza e dolore
nessuno di noi vuole uscire all’aperto,
si chiama città ma non è che un deserto.
E questo sconforto che prende gli umani,
rattrista gli uccelli e cattura anche i cani,
ho quasi esaurito le rime baciate,
vi prego, bambini, perché non tornate?”
Saranno il signor Romeo e la signora Giulietta, del tutto involontariamente, a trovare il modo giusto per far tornare i bambini. Niente sotterfugi o piani segreti: per farli tornare basterà un’azione autentica e, allo stesso tempo, semplicemente rivoluzionaria: ascoltarli. Ultimo titolo della collana “I pelucchi” di Camelozampa, pensata proprio per i primi lettori, “Dove sono finiti i bambini?” è un racconto divertente e che stimola a riflettere. Indrek Koff è uno scrittore, poeta, drammaturgo, traduttore ed editore estone. Scrive sia per bambini sia per adulti ed è autore di nove libri per l’infanzia e di diverse opere teatrali. Figura di riferimento nella letteratura per l’infanzia estone, con “Dove sono finiti i bambini?” ha ribadito il valore di una narrazione in rima e ritmo, cifra distintiva anche delle sue opere per l’infanzia. La traduzione poetica del racconto è stata affidata a Nicola Cinquetti, che è stato capace di restituire rime e ritmo anche in italiano, rendendo il libro prezioso anche dal punto di vista della lingua, che sarà sicuramente valorizzata dalla lettura ad alta voce in classe o a casa. Ci piace molto questo libro che, attraverso una storia semplice ma significativa, accompagnata da illustrazioni vivaci e colorate, ci insegna che la vita è più bella se ci sono ascolto e libertà.
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