Giugno e luglio 2026 tra i più caldi

Il bimestre giugno-luglio 2026 entra nella storia climatica della Toscana. Con una temperatura media regionale di 25,6 gradi, è stato il secondo più caldo dall’inizio delle rilevazioni nel 1955, superato soltanto dall’estate del 2003, quando la media raggiunse i 26,2 gradi. A certificarlo sono i dati diffusi dal Consorzio Lamma.
Tra i numeri più significativi c’è quello registrato a Firenze, dove le temperature massime hanno superato i 36 gradi per ben 27 giorni: in pratica, un giorno su due. Sempre 27 sono state le notti tropicali, con temperature minime mai scese sotto i 20 gradi. Solo il 2003 ne aveva fatte registrare di più, arrivando a quota 30.
L’ondata di caldo, inoltre, non è ancora terminata. Secondo l’ultimo aggiornamento del Lamma, l’anticiclone subtropicale continuerà a interessare la regione almeno fino a sabato 8 agosto, con temperature massime comprese tra 38 e 40 gradi nelle zone interne e minime diffusamente superiori ai 20 gradi. La fase più intensa dovrebbe attenuarsi tra il 9 e il 10 agosto, anche se saranno i prossimi aggiornamenti a chiarire se la tregua sarà duratura o se seguiranno nuove ondate di calore.
Giani: “Una legge per raffrescare le città”
Di fronte a un quadro climatico sempre più estremo, la Regione Toscana punta su interventi di adattamento. Il presidente Eugenio Giani ha annunciato che a settembre la giunta presenterà una legge dedicata alla rigenerazione verde urbana. “L’obiettivo – ha spiegato – è investire in nuove piantumazioni e spazi verdi per ridurre l’effetto isola di calore provocato da cemento e asfalto, migliorando la vivibilità delle città”.
Tra le priorità indicate anche il potenziamento delle infrastrutture idriche, con nuovi laghi e invasi per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti. Giani ha ricordato il ruolo strategico degli invasi di Bilancino e Montedoglio e ha citato il laghetto realizzato nel Pisano, utilizzato dagli elicotteri durante i recenti incendi per il rifornimento d’acqua.
Lamma: “Il problema è la durata del caldo”
A preoccupare non sono soltanto i picchi di temperatura, ma soprattutto la loro persistenza. Lo ha evidenziato Francesco Meneguzzo, commissario straordinario del Consorzio Lamma. “Quando il caldo si prolunga anche durante la notte – ha spiegato – aumentano gli effetti sulla salute, sul lavoro e sulla vivibilità delle città. Il nostro compito è trasformare dati e previsioni in strumenti utili affinché Regione ed enti locali possano programmare gli interventi con anticipo”.
Arriva il sistema per prevedere i fulmini
Tra le novità annunciate dal LaMMA c’è anche lo sviluppo di un nuovo sistema sperimentale che dovrebbe entrare in funzione nell’autunno del 2026. Il prototipo utilizzerà modelli meteorologici, osservazioni dei fulmini e tecniche di machine learning per stimare, con un anticipo fino a 48 ore, la probabilità di fulminazioni nelle diverse macroaree della Toscana. Si tratterà di uno strumento di supporto ai previsori, destinato ad affiancare i modelli meteorologici tradizionali e a migliorare ulteriormente la capacità di previsione degli eventi estremi.
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