Marche

Giovanni Palatucci, il ”giusto fra le Nazioni” che salvò oltre 5mila ebrei: la cerimonia in suo ricordo a Servigliano

SERVIGLIANO – Il questore Luigi Di Clemente e il Prefetto Vicario Alessandra De Notaristefani hanno depositato un omaggio floreale alla targa realizzata ed all’ulivo piantumato nel 2021. Di Clemente: «Un gigante il cui coraggio va trasmesso alle nuove generazioni»

di Matteo Malaspina

Questa mattina nel piazzale dell’ex stazione ferroviaria di Servigliano, ora ”Casa della Memoria”, di fronte al Parco della Pace, ha avuto luogo la cerimonia in ricordo del Commissario della Polizia di Stato Giovanni Palatucci, ultimo Questore della provincia di Fiume. 

Nato a Montella nel 1909, Palatucci conseguì la laurea in giurisprudenza all’università di Torino e, nel 1936, giurò come volontario vicecommissario di pubblica sicurezza. Nel 1937 venne trasferito alla questura di Fiume come responsabile dell’ufficio stranieri e, successivamente, divenne commissario e questore reggente. In quel contesto riuscì salvare oltre 5.000 ebrei dai campi di sterminio. Arrestato dalla gestapo il 13 settembre 1944, fu condannato a morte e deportato nel campo di sterminio di Dachau, dove morì il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni.

A Giovanni Palatucci, è stata conferita nel 1995 la medaglia d’oro al Merito Civile, e, nel 1990, è stato riconosciuto “Giusto fra le Nazioni” per aver aiutato migliaia di ebrei italiani e stranieri a sfuggire dalle deportazioni nei campi di concentramento nazisti.

«Non è solo un rituale ma un momento importante perché la memoria è un dovere. Palatucci è una figura importante, un gigante che salvò numerose vite. Un coraggio che bisogna trasmettere alla nuove generazioni» ha commentato il Questore di Fermo, Luigi Di Clemente. 

La cerimonia, alla quale hanno partecipato, oltre al Questore, il sindaco di Servigliano Marco Rotoni, il Prefetto Vicario Alessandra De Notaristefani Di Vastogirardi, i vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il presidente dell’associazione “Casa della Memoria” e i rappresentanti dell’associazione nazionale della Polizia di Stato, si è svolta in forma sobria con la deposizione di un mazzo di fiori commemorativo alla targa realizzata ed all’ulivo piantumato nel 2021.

«Un dovere civile quello del ricordo di Palatucci e questa commemorazione rappresenta la storia di un italiano che si è contraddistinto ed è diventato un eroe – aggiunge De Notaristefani -. Il sacrificio deve rappresentare per tutti noi un impegno quotidiano». Intervenuto anche il sindaco Rotoni che dice come «noi uomini delle istituzioni dobbiamo servire i nostri valori e il nostro impegno quotidiano deve essere altissimo, così come è stato l’impegno di Palatucci».

Al termine della cerimonia, la benedizione del cappellano della Polizia di Stato don Adam Baranski che ha recitato una preghiera in memoria al ”Servo di Dio”, onorificenza che la Chiesa Cattolica ha attribuito a Palatucci.

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