Gestione del servizio energia per 130 edifici comunali: c’è una manifestazione d’interesse

Il comune di Padova ha ricevuto una manifestazione d’interesse, da parte di un operatore economico, finalizzata alla “Gestione del servizio energia per immobili e impianti del comune di Padova compresa la progettazione ed esecuzione di interventi di efficientamento energetico, decarbonizzazione e per l’utilizzo di energia rinnovabile” attraverso un’operazione di parternariato pubblico privato. La proposta riguarda il servizio di riscaldamento di 130 edifici di proprietà comunale 107 dei quali, sono scuole. La proposta prevede a fronte dell’affidamento per 20 anni del servizio energia per gli immobili del Comune, un investimento di circa 100 milioni di euro per interventi strutturali di efficientamento energetico che comprendono anche ristrutturazioni edilizie profonde e globali volte a massimizzare l’efficienza energetica, sistemi intelligenti di gestione, produzione energetica locale, digitalizzazione, con un livello di risparmio energetico garantito nettamente superiore a quelli indicati dai criteri ambientali minimi.
Il Comune da parte sua sostiene lo stesso costo per l’energia attuale, circa 8 milioni di euro, ma in cambio ottiene la riqualificazione energetica degli edifici, con un aumento del loro valore patrimoniale, non deve investire in manutenzioni e sostituzioni di impianti di riscaldamento e grazie anche agli interventi sull’edificio, come l’adozione di cappotti e infissi adeguati mette a disposizione scuole e uffici decisamente più confortevoli. Non ultimo, questo percorso grazie alla significativa quantità di CO2 che non verrà emessa, contribuisce al raggiungimento dei traguardi previsti dal City Climate Contract.
Naturalmente un progetto di questa importanza tecnica ed economica deve seguire il percorso previsto da tutte le operazioni di parternariato pubblico privato. Il primo passo è stato compiuto con l’approvazione nel corso dell’ultima seduta di giunta della delibera che riconosce al progetto l’interesse pubblico. Per arrivare a questa dichiarazione formale l’amministrazione ha costituito un gruppo di lavoro intersettoriale ed interdisciplinare con competenze sia giuridico amministrative che tecniche, con il compito specifico di valutare la sussistenza dei presupposti per la dichiarazione dell’interesse pubblico preliminare come previsto dalla legge.
Il prossimo passo sarà quello di predisporre a breve un avviso pubblico avente a oggetto l’affidamento in concessione del progetto presentato, per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse di altri soggetti. Come previsto dalla legge questa manifestazioni di interesse saranno messe a confronto con il progetto del soggetto proponente. Sull’esito finale dovrà in ogni caso esprimersi anche il consiglio comunale. Il sindaco Sergio Giordani sul tema ha riferito: «Si tratta di una delle più importanti operazioni previste dall’amministrazione comunale in materia energetica: un piano pluriennale che punta a trasformare tutti gli edifici pubblici in chiave sostenibile, riducendo consumi ed emissioni attraverso investimenti privati e tecnologie innovative, contribuendo concretamente agli obiettivi di neutralità climatica della città entro il 2030.
L’assessore ai lavori pubblici Luigi Alessandro Bisato: «L’operazione è pensata per contribuire all’obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2030, permettendo al Comune di realizzare investimenti rilevanti tramite capitali privati e con un modello che trasferisce al concessionario anche il rischio di gestione e performance. In sintesi, il piano prevede interventi diffusi di efficientamento energetico; sostituzione e modernizzazione degli impianti termici con tecnologie più efficienti e pompe di calore; sviluppo di impianti da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo; digitalizzazione della gestione energetica con monitoraggio e controllo dei consumi. La giunta, in questa fase, non ha ancora approvato il progetto definitivo, ma ha riconosciuto la sua convenienza e utilità pubblica, avviato la procedura per una gara con possibili proposte concorrenti e rinviato ogni decisione economica e contrattuale alle fasi successive».
L’assessora al patrimonio Margherita Cera: «Il Comune per poter procedere, ha dovuto deve fare una valutazione d’interesse pubblico di una proposta come questa attraverso un’importante commissione che è stata istituita all’interno del Comune stesso e che ha valutato la sussistenza di questo interesse pubblico attraverso una serie di criteri, naturalmente tecnici quali l’idoneità del progetto ad essere finanziato attraverso risorse private, l’allocazione del rischio operativo in capo al soggetto privato che avanza la proposta, la capacità di generare soluzioni innovative che, in un caso come questo, appare particolarmente significativa in virtù del fatto che si crea una sorta d’ecosistema per la gestione di tutti quanti gli edifici. Naturalmente è un progetto ambizioso e, dal punto di vista anche giuridico dello strumento, richiede diverse fasi di realizzazione: prima di tutto l’identificazione di uno soggetto proponente, successivamente la vera e propria gara ad evidenza pubblica. E’ un ‘operazione particolarmente importante perché comporta l’efficientamento dal punto di vista energetico di tutti i nostri edifici, quindi naturalmente un incremento del valore degli edifici stessi».
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