Ambiente

Gargano (Anbi), con cambiamento climatico serve nuova gestione dell’acqua – Mondo Agricolo

“L’agricoltura italiana è chiamata ad
affrontare una delle più profonde trasformazioni della propria
storia recente. L’intensificarsi degli effetti del cambiamento
climatico, l’alternanza tra siccità prolungate ed eventi
pluviometrici estremi, la crescente pressione sulle risorse
naturali e la necessità di garantire produzioni alimentari
sicure e di qualità impongono nuove capacità d’adattamento,
nonchè nuove modalità di gestione del territorio e dell’acqua”.

   
Lo dichiara il direttore generale dell’Anbi Massimo Gargano con
la prima giornata dell’Assemblea dell’Associazione nazionale
Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, in
corso fino a domani a Roma. “In questo scenario – ha aggiunto
il direttore generale – innovazione, ricerca ed infrastrutture
non rappresentano semplicemente fattori di modernizzazione, ma
strumenti indispensabili per rafforzare la resilienza dei
territori, aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e
garantire la competitività del sistema agroalimentare nazionale;
serve però un quadro normativo, capace di accompagnare la
realizzazione degli interventi, valorizzare le competenze
presenti sui territori, accelerare la trasformazione delle
progettualità in opere”.

   
Una nota Anbi ricorda che il sistema dei Consorzi di bonifica ed
irrigazione rappresenta una delle principali reti territoriali
per l’applicazione concreta dell’innovazione, degli investimenti
infrastrutturali. In particolare l’associazione segnala che
“attraverso la gestione di oltre 231.000 chilometri di canali e
condotte, circa 23.000 opere idrauliche e più di 3.000 impianti
idrovori e di sollevamento, gli enti consortili operano
quotidianamente per coniugare sicurezza territoriale, gestione
della risorsa idrica, efficienza irrigua e sostenibilità
ambientale”.

   
E’ ricordato che i Consorzi di bonifica sono i soggetti
attuatori di 258 interventi finanziati nell’ambito del Pnrr
(Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per un valore
complessivo di circa 1,6 miliardi di euro.

   

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