Fuga di gas alla bocciofila di Osimo, dimessi i primi pazienti. Caldaia nel mirino, arriva la diffida

OSIMO – Dopo la grande paura, il sospiro di sollievo. Sono rientrate dall’ospedale di Ravenna, nella notte tra martedì e ieri, le 12 persone rimaste intossicate dal monossido di carbonio alla bocciofila di Osimo, dove il giorno dell’Epifania si stava festeggiando un compleanno. Si tratta di 5 adulti e 7 bambini, trasferiti in Emilia Romagna per monitorare le loro condizioni all’interno della camera iperbarica. Sei dei piccoli sono stati ricoverati in Pediatria, mentre la neonata di tre mesi è stata tenuta in osservazione al pronto soccorso e dimessa nel corso di ieri pomeriggio. Per gli altri le dimissioni arriveranno a stretto giro (qualcuno già ieri sera) dopo un periodo di osservazioni di 12 ore.
L’altro fronte
Gli adulti ricoverati, 5 in totale, sono tornati a casa all’alba. Nella serata di martedì le condizioni dei due gruppi erano state stabilizzate al pronto soccorso dell’ospedale di Torrette e del Salesi prima del trasferimento a Ravenna. «I nostri sanitari hanno fatto un lavoro incredibile» Armando Gozzini, dg dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, elogia la sua squadra. «In particolare mi sento di ringraziare la dottoressa Maria Soledad Ferreiro, il dottor Dorian Bardhi e l’infermiera Paola Orazi». Intanto, proseguono gli accertamenti per capire cosa possa aver provocato la fuga del monossido. Nel mirino di carabinieri e vigili del fuoco c’è il malfunzionamento della caldaia. La procura – avvisata tempestivamente dell’incidente – non ha aperto alcun fascicolo. Potrebbe farlo in un secondo momento, nel caso arrivassero denunce da parte degli intossicati o se la relazione degli investigatori dovesse presentare eventuali profili di reato. Per ora, i vigili del fuoco hanno fatto pervenire ai gestori della bocciofila una diffida per mettere in stand-by la caldaia e vietarne l’utilizzo fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Il dolore
La struttura, attigua al PalaSangria, è gestita da un’associazione di cui presidente è Silvano Zagaglia, da anni impegnato nel volontariato e volto noto per aver rivestito in passato il ruolo di presidente del consiglio di quartiere. «Sono veramente rammaricato per quanto è accaduto – afferma Zagaglia –. Alla caldaia erano state fatte le manutenzioni richieste e dai controlli non erano emerse criticità. Purtroppo si è verificata una rottura improvvisa che ha generato il problema. Tra l’altro conosco bene chi ci ha chiesto la struttura per la festa perché è uno dei nostri soci. Chi ci conosce sa a quanto prestiamo attenzione al fattore sicurezza considerando l’organizzazione ogni estate della Festa della Sangria qui a Casenuove: con le nuove normative ci sono molti adempimenti da fare e siamo sempre attenti a. E’ andata bene che non ci siano stati esiti più drammatici. Sto dando piena collaborazione alle forze dell’ordine».




