Forlì o Cesena? La stazione AV (che non c’è) fa litigare la Romagna – Forlì24ore.it

Dibattito aperto sulla futura collocazione della fermata dell’alta velocità
La Romagna esiste? Nell’immaginario collettivo sì, sul fronte della programmazione territoriale decisamente meno. E mentre Forlì e Rimini sull’aeroporto, Cesena e Forlì litigano sulla futura, possibile, stazione dell’alta velocità (la ‘fortunata posizione geografica tiene fuori dai giochi la periferica Ravenna che continua con le sue linee quasi a scartamento ridotto). E se, come riporta il Resto del Carlino, Alice Buonguerrieri, deputata di Fratelli d’Italia, presenterà un ordine del giorno alla Camera che, se votato dalla maggioranza, impegnerebbe il Governo a realizzare a Forlì una nuova stazione dei treni super veloci, sul modello della Mediopadana di Reggio Emilia, non è che a Cesena l’abbiano presa bene.
Ciò che si sa per certo, al momento, è che andrà realizzato un nuovo tracciato da Bologna a Rimini, diviso idealmente in due tronchi all’altezza di Castelbolognese, lungo un percorso diverso da quello attuale. E da Cesena, però, arrivano le prime osservazioni. La posta in palio, come scrive la stessa Buonguerrieri, è enorme: “Un milione di potenziali passeggeri”. La deputata del partito di Giorgia Meloni non ha dubbi: “Forlì è baricentrica, ha un tessuto imprenditoriale di grande valore e un comparto turistico che va dalla città d’arte alla Riviera ai monti. In più ci sono già l’aeroporto Ridolfi e la prevista Zona Logistica Semplificata per le merci a Villa Selva. Ed è vicina al porto di Ravenna”.
Naturalmente, il sindaco di Cesena Enzo Lattuca, nonché presidente della Provincia, non ci sta e cosa fa?
Chiede un ragionamento “serio” non sull’infrastruttura ma sulla collocazione della stazione. “Si faccia uno studio trasportistico finalizzato all’integrazione urbanistica. Le ragioni per cui si costruisca a Forlì o a Cesena non devono essere ragioni figlie del campanilismo o, peggio ancora, dell’amichettismo. Siamo la Repubblica italiana, non conta la logica della vicinanza all’amico in campagna elettorale” (chiaro messaggio al centro-destra di Forlì).
Le due città – rispettivamente capoluogo e co-capoluogo di provincia – hanno collaborato in maniera stretta per oltre un anno nella candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028 e, nonostante la sconfitta in volata, i rapporti tra i due sindaci (il forlivese Gian Luca Zattini è un civico di centrodestra) sono parsi buoni. Questo, dopo quell’esperienza, è il primo tema che potrebbe dividerli. Nei giorni scorsi i vertici della Rete Ferroviaria sono stati accolti in municipio a Forlì – accompagnati dalla stessa Buonguerrieri – e Zattini ha auspicato che l’unica fermata tra Bologna e Rimini cada nel territorio forlivese. Gli interessi sono simili ma contrapposti: ci sono grandi aziende in entrambe le città, da una parte il manifatturiero, dall’altra l’ortofrutta; qua le grandi mostre, là le fiere; a Forlì una tangenziale pronta nel 2027, a Cesena l’E45. Una scelta che, a differenza della cultura, non sarà facile condividere.
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