Fontana, scontro tra Svp e Urzì: «Ha vinto l’autonomia, non il terrorismo» – Cronaca
BOLZANO. Si accende il confronto politico sulla figura di Josef Fontana, storico ed ex membro del Bas scomparso nei giorni scorsi. Al centro della polemica un post pubblicato dal deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì, che aveva commentato la notizia della morte con la frase: «I terroristi hanno perso, abbiamo vinto noi».
Parole che hanno provocato la dura reazione di Harald Stauder, segretario provinciale della Svp, e di Michael Epp, esponente della Plattform Heimat. In una nota i due esponenti del partito hanno definito il commento «privo di qualsiasi decoro umano, morale e politico», accusando Urzì di voler trarre vantaggio politico dalla scomparsa di una figura considerata significativa per una parte della società sudtirolese. Secondo Stauder, chi affronta quella stagione storica dovrebbe interrogarsi sulle ragioni che spinsero alcune persone, negli anni Sessanta, a ricorrere alla lotta armata.
La replica del parlamentare di Fratelli d’Italia è arrivata poche ore dopo. Urzì ha sostenuto che le sue parole siano state travisate e ha ribadito che il significato del suo messaggio era diverso. «Ha vinto l’autonomia, non il terrorismo. Ha vinto la democrazia, non la violenza. Hanno vinto i valori costituzionali della libertà e non il tritolo», ha dichiarato.
Il deputato ha quindi respinto qualsiasi interpretazione che possa apparire come una mancanza di rispetto verso il defunto, sostenendo che il punto centrale sia la condanna senza ambiguità della violenza politica. «È così difficile dire che il terrorismo e la violenza fanno sempre schifo, da chiunque arrivino?», ha affermato, aggiungendo che l’autonomia è stata raggiunta attraverso il confronto democratico e non grazie alle azioni armate.
Secondo Urzì, attribuire al terrorismo un ruolo decisivo nella conquista dell’autonomia rischia di trasformare una stagione segnata dalla violenza in un mito politico. «L’autonomia l’abbiamo ottenuta nonostante i terroristi, non grazie ai terroristi», ha concluso, rilanciando uno scontro che continua a dividere la politica altoatesina sul giudizio storico del Bas e dei suoi protagonisti.




