Lazio

Fiumicino, il caso delle prescrizioni di morfina e fentanyl scuote la maggioranza Baccini

L’incubo giudiziario che aleggia sulle stanze del Comune di Fiumicino si arricchisce di un capitolo rovente, spingendo le opposizioni a pretendere la testa politica del consigliere di maggioranza Mario Pascone.

La rivelazione della richiesta di rinvio a giudizio – con l’appuntamento in tribunale già fissato al prossimo 22 ottobre per l’inchiesta sulle ricette “fantasma” imbottite di morfina e fentanyl – ha innescato una reazione a catena nei banchi del centrosinistra, pronto a dare la spallata definitiva.

Nel mirino dei gruppi di minoranza non c’è soltanto la gravità penale delle contestazioni formulate dai magistrati, ma soprattutto il fragoroso cortocircuito etico che travolge la coalizione a sostegno del sindaco Mario Baccini.

«Premesso che la presunzione di innocenza vale per tutti fino all’ultimo grado di giudizio e che saranno i giudici ad accertare i fatti – tuonano compatti i consiglieri d’opposizione –, il quadro politico che si è venuto a creare è semplicemente indifendibile. Ci troviamo di fronte a un cortocircuito imbarazzante».

L’affondo del centrosinistra colpisce al cuore l’identità ideologica del centrodestra locale e nazionale: «Questa maggioranza è l’espressione diretta di quei partiti che in tutta Italia sventolano la bandiera della tolleranza zero contro le sostanze stupefacenti. Vedere un proprio rappresentante a un passo dal processo con l’accusa di aver firmato prescrizioni fasulle per accaparrarsi farmaci oppioidi e fentanyl solleva un problema di coerenza macroscopico, che va affrontato e risolto senza infingimenti».

Una bufera che, secondo le forze di minoranza, rappresenta soltanto la cima dell’iceberg di una stagione amministrativa contrassegnata da troppi scossoni e troppe ombre giudiziarie capaci di lambire i vertici del Comune.

«Non è più tempo di prendere tempo o di trincerarsi dietro tatticismi incalza il documento congiunto –. Per tutelare il decoro di Fiumicino, il prestigio del Consiglio comunale e la credibilità delle istituzioni cittadine, chiediamo formalmente le immediate dimissioni di Mario Pascone. Nessun processo di piazza anticipato, ma un atto dovere di responsabilità politica non più differibile nei confronti della collettività».

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