Abruzzo

Fintred Chieti invoca risposte sul servizio di trasporto dei dializzati


Ancora disagi per i pazienti dializzati e nefropatici nella Asl Lanciano Vasto Chieti, denunciati da Fintred Chieti (Federazione italiana nefropatici, trapiantati di rene e donatori), in particolare per ciò che riguarda l’assistenza e la tutela delle persone assistite. 

Sul fronte del trasporto dei pazienti dializzati, l’associazione ricorda che, lo scorso 18 settembre, ha presentato una richiesta formale riguardante il capitolato che disciplina il servizio di trasporto dei pazienti dializzati, chiedendo di poter conoscere e approfondire le condizioni previste per lo svolgimento di un servizio che rappresenta una parte importante del percorso assistenziale. Tuttavia, non è ancora arrivata alcuna risposta dall’azienda sanitaria. 

“Non si tratta di una questione meramente amministrativa – sottolinea la presidente di Fintred Chieti odv – La tutela del paziente dializzato non può considerarsi conclusa nel momento in cui termina il trattamento dialitico. Dopo una seduta di dialisi, il paziente può trovarsi in una condizione di affaticamento e avere necessità di rientrare al proprio domicilio attraverso un servizio organizzato in maniera adeguata alle sue condizioni e alle sue esigenze. Per questo, Fintred Chieti Odv ritiene fondamentale conoscere con chiarezza come sia organizzato il servizio, quali siano le condizioni previste dal capitolato e quali garanzie siano assicurate al paziente durante il trasporto e nel rientro al proprio domicilio”.

“La dialisi non termina semplicemente quando il paziente lascia il reparto – dichiara Stefania Fasciani, presidente di Fintred Chieti Odv – La tutela deve accompagnarlo anche nel rientro a casa. Per questo chiediamo di conoscere il capitolato: non per una mera questione burocratica, ma per comprendere quali garanzie siano previste per persone che, dopo ore di trattamento, devono poter contare su un servizio adeguato e rispettoso delle loro condizioni”.

Altra criticità, già sollevata diverse volte in passato dall’associazione, riguarda i rimborsi, le cui tre mensilità non sono state erogate, ossia quelle relative ai mesi di luglio, agosto e settembre 2026. 

L’associazione chiede alla Asl “di chiarire le ragioni del ritardo, lo stato delle procedure di liquidazione e, soprattutto, la data prevista per l’effettivo accredito delle somme spettanti. Si tratta di ritardi che incidono su persone e famiglie che sostengono periodicamente spese legate ai propri percorsi di cura e assistenza e che hanno diritto a conoscere tempi certi per l’erogazione di quanto previsto”.

Ci sarebbe, inoltre, un’altra criticità, segnalata da un socio di Fintred Chieti odv: la farmacia ospedaliera del Santissima Annunziata non avrebbe fornito uno specifico disinfettante per la gestione dell’accesso, prescritto dal responsabile del servizio Dialisi. Lo stesso disinfettante non sarebbe facilmente reperibile neppure nelle farmacie del territorio. 

“La mancata fornitura da parte della farmacia ospedaliera – spiega Fasciani – costringe pertanto il paziente non soltanto a sostenere personalmente la spesa, ma anche a ricercare prodotti alternativi che potrebbero non presentare le medesime caratteristiche del prodotto indicato. Fintred Chieti odv ritiene che non possa essere lasciata al singolo paziente la responsabilità di individuare autonomamente un prodotto sostitutivo nell’ambito di un percorso assistenziale”.

L’associazione ha pertanto chiesto alla Asl di fare chiarezza sulla mancata fornitura e sulle modalità attraverso le quali garantire al paziente quanto necessario al proprio percorso assistenziale.

Infine, come già accaduto nei mesi scorsi, Fintred torna a chiedere l’aggiornamento della legge regionale 29 del 1998 e in particolare di “adeguare una normativa risalente ormai a quasi trent’anni fa alle attuali esigenze dei pazienti nefropatici, dializzati e trapiantati”.

L’associazione ha rivolto un appello ai Capigruppo di maggioranza e di minoranza del Consiglio regionale, affinché la questione venga affrontata concretamente nelle sedi istituzionali.

“Non chiediamo privilegi, ma risposte, trasparenza, tutela e tempi certi – conclude la presidente Grazia Stefania Fasciani  Dietro ogni pratica amministrativa ci sono persone e famiglie che affrontano quotidianamente dialisi, trapianto e percorsi di cura complessi. Il trasporto dopo la dialisi, i rimborsi arretrati, la disponibilità dei prodotti necessari all’assistenza e l’aggiornamento di una legge regionale ormai datata non sono questioni astratte: incidono concretamente sulla vita quotidiana dei pazienti. Chiediamo pertanto alla Asl Lanciano Vasto Chieti, per quanto di propria competenza, risposte chiare e soprattutto fatti concreti sulle criticità rappresentate”.

In caso di mancati riscontri, l’associazione si dice pronta a trasmettere alle autorità e agli organismi competenti la documentazione relativa alle problematiche segnalate, affinché siano effettuate le opportune valutazioni nell’ambito delle rispettive competenze.


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