Economia

Fininvest, più liquidità in cassa. Marina Berlusconi pronta a investire


MILANO – Manca solo la vendita di villa Gernetto – il palazzo di Lesmo con 60 stanze– poi la ristrutturazione di Fininvest sarà completata e la famiglia Berlusconi potrà avviare una nuova fase di investimenti e rilancio.

Incassati i soldi di villa Certosa

Il 30 settembre è stato firmato il rogito di villa Certosa, la faraonica proprietà a Porto Rotondo. L’acquirente è la lussemburghese Constellation Hotels Holding, che fa capo alla famiglia Al Thani, gli emiri del Qatar. Con il rogito è stato perfezionato il saldo, la cifra totale sarebbe di circa 350 milioni. E così nelle casse di Fininvest che al 31 dicembre 2025 aveva solo 36,2 milioni di debiti, è entrata un ingente liquidità, e dovrebbe realizzare anche qualche plusvalenza, dato che il valore di carico di tutti gli immobili– tra cui Gernetto (valutata 45 milioni), Certosa, Macherio e la sede di via Paleocapa – a fine 2025 erano iscritti a bilancio per 273,3 milioni. A giugno la holding guidata da Danilo Pellegrino ha poi venduto l’ultimo 20% del Monza Calcio, incassando altri 21 milioni.

Ultimi passaggi dell’eredità del Cavaliere

Con queste risorse Fininvest e i cinque eredi di Silvio Berlusconi, ovvero i figli Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi, potranno completare tutte le pratiche della successione. Se il legato di Marcello Dell’Utri da 30 milioni era già stato pagato, mancano da saldare le ultime tranche dei 100 milioni destinati a Marta Fascina e a Paolo Berlusconi, che saranno pagati dagli eredi con i 150 milioni di cedole di Fininvest del 2026.

Chiuse tutte le pendenze ereditarie, e dopo aver ceduto quella parte del patrimonio del Cavaliere che per i figli non è strategico, si potrà aprire una nuova fase. Va detto che in questi tre anni sono state dismesse proprietà e attività, tra cui il Monza o Villa Certosa – che avevano costi onerosi– e che hanno trovato una migliore collocazione. Vale per il Monza Calcio che con il nuovo proprietario è tornato in serie A, e auspicabilmente per Villa Certosa, dato che come dichiarato dallo stesso Pier Silvio: «chi ha acquistato ha la stessa visione di mio padre».

Tra dismissioni e dividendi circa 800 milioni da investire

Se le partecipazioni industriali, ovvero Mondadori (53,3% del capitale), Mediolanum (30,03%) e l’ex Mediaset oggi Mfe (33,3% del capitale e il 46,3% dei voti), non sono in discussione, con le dismissioni e i dividendi in arrivo, Fininvest vorrebbe tornare a fare la finanziaria di investimento mettendo a frutto la liquidità che, secondo fonti finanziarie (compresa la futura vendita di Gernetto), nel 2027 potrebbe arrivare a 800 milioni. Nel 2025 Fininvest ha incassato 358,8 milioni di dividendi (il 42% in più del 2024) di cui 275,3 da Mediolanum, 63,7 da Mfe e 19,5 da Mondadori, un monte cedole che anche quest’anno è destinato a salire. Infine in primavera con il rinnovo del cda di Mediolanum, Luigi Berlusconi, che dal 2016 al 2018 aveva partecipato al consiglio guidato da Massimo Doris, potrebbe essere uno dei candidati di Fininvest.


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