Fiamme e paura all’ospedale Brotzu. “Si è rischiato il dramma”
Cagliari
La denuncia del sindacato Usb Pubblico impiego – Sanità. Il consigliere regionale Sorgia ha presentato un’interrogazione alla presidente Todde
Fumo nei reparti e fiamme visibili dall’esterno dell’ospedale Brotzu di Cagliari. Lo denuncia l’Usb Pubblico impiego – Sanità, che ha raccolto numerose segnalazioni giunte dall’interno della struttura durante le ore dell’emergenza. Tra gli aspetti riportati figurerebbe anche il mancato percepimento dell’allarme antincendio nelle aree interessate dal fumo, circostanza che il sindacato chiede venga verificata.
“L’incendio divampato nelle prime ore del 22 luglio all’Arnas Brotzu non può essere considerato un semplice episodio da archiviare”, scrive in una nota Gianfranco Angioni, Usb Pubblico impiego – Sanità e rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. “Questa volta si è evitato il peggio, ma non possiamo aspettare che una situazione simile si trasformi in una tragedia. Le fiamme, il fumo e la situazione di emergenza hanno coinvolto una struttura sanitaria nella quale ogni giorno vengono assistiti pazienti e operano migliaia di persone. Le comunicazioni ricevute durante quelle ore hanno restituito il quadro di una situazione estremamente critica, che ora deve essere ricostruita con chiarezza e senza lasciare zone d’ombra. Le segnalazioni hanno evidenziato presenza di fumo nei reparti interessati dall’evento, fiamme visibili dall’esterno della struttura e momenti di forte tensione nella gestione dell’emergenza. Tra gli aspetti segnalati vi sarebbe anche l’evacuazione del Pronto soccorso, una circostanza che evidenzia la gravità della situazione affrontata nella notte”.
“Quello che è accaduto non può essere minimizzato. In una struttura sanitaria”, va avanti Angioni, “un incendio rappresenta un evento di estrema gravità, perché coinvolge persone fragili e mette alla prova l’intero sistema di sicurezza. Si è rischiato il dramma e il fatto che le conseguenze non siano state peggiori non può trasformarsi in un alibi per abbassare l’attenzione. Tra gli aspetti che dovranno essere chiariti dagli accertamenti vi è anche la segnalazione relativa al mancato percepimento dell’allarme antincendio nelle aree interessate dal fumo. Se tale circostanza fosse confermata, si tratterebbe di una criticità gravissima, perché i sistemi di sicurezza devono garantire tempestività ed efficacia proprio nei momenti di emergenza. Ogni realtà sanitaria non può affidarsi alla fortuna. La sicurezza deve essere garantita prima che accada un evento, non verificata soltanto dopo. Ogni possibile malfunzionamento, ogni carenza organizzativa o ogni situazione non conforme deve essere individuata e risolta senza ritardi”.
Usb Pubblico impiego – Sanità ha richiesto alla Direzione aziendale tutta la documentazione necessaria per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto: relazione tecnica sull’incendio, verbale di intervento dei vigili del fuoco, documentazione relativa alla prevenzione incendi e ogni elemento utile agli accertamenti. Il sindacato chiede inoltre una verifica straordinaria delle condizioni di sicurezza del Brotzu, con particolare attenzione ai “locali impropriamente utilizzati come depositi e a tutte quelle situazioni che potrebbero rappresentare un rischio per lavoratori e pazienti. Devono essere verificati la valutazione del rischio incendio, il Piano di emergenza ed evacuazione e il pieno funzionamento degli impianti di rilevazione, allarme e spegnimento”.
“Da anni”, evidenzia Angioni, “Usb Pubblico impiego – Sanità richiama l’attenzione sulle criticità legate alla sicurezza negli ambienti sanitari. Dopo quanto accaduto non bastano rassicurazioni generiche: servono risposte documentate, verifiche approfondite e responsabilità precise. Le autorità competenti dovranno accertare cosa sia successo e se tutte le misure previste dalla normativa fossero realmente garantite. La sicurezza di pazienti e operatori non può essere affidata al caso o alla capacità di reagire nell’emergenza. Un ospedale deve essere un luogo sicuro ogni giorno. Continueremo a vigilare sull’evoluzione degli accertamenti e chiede piena trasparenza su ogni fase della verifica, affinché vengano adottati tutti gli interventi necessari per garantire condizioni di sicurezza adeguate all’interno dell’Arnas Brotzu”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Sorgia. “Il fumo che invade i reparti ospedalieri, il personale intento a evacuare i pazienti in un clima di puro terrore, non sono le immagini di un film di paura”, denuncia Sorgia. “È la realtà vissuta ieri notte nel principale polo di emergenza-urgenza della Sardegna, il Brotzu di Cagliari. Tutto ciò è inaccettabile”.
“Inaccettabile che il principale ospedale sardo non garantisca la sicurezza di base. La Giunta intervenga subito”, dichiara il consigliere regionale della minoranza, che questa mattina ha depositato un’interrogazione urgente a risposta scritta indirizzata alla presidente della Regione Alessandra Todde. Al centro del documento ci sono le gravi criticità sollevate dal sindacato Usb Pubblico impiego – Sanità e dai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori.
“La cosa che più sconcerta e fa rabbrividire”, continua Sorgia, “è che i sistemi di allarme antincendio, secondo quanto riportato dal personale in servizio, non sarebbero entrati in funzione. Nessun segnale sonoro, nessuna allerta visiva. In un reparto ospedaliero, dove ci sono pazienti fragili, allettati o in terapia intensiva, un allarme muto significa condannare a morte le persone. Non possiamo affidare la sicurezza dei malati e dei lavoratori al solo, eroico, spirito di iniziativa di medici e infermieri. Con questa interrogazione chiedo alla Giunta regionale e all’Assessorato della Sanità di fare immediata chiarezza. Voglio sapere se sono state già chieste spiegazioni alla Direzione dell’Arnas Brotzu, perché gli allarmi non abbiano suonato e, soprattutto, quali provvedimenti urgenti si intendano prendere oggi stesso per ripristinare e collaudare gli impianti. È indispensabile un’ispezione straordinaria: la sicurezza di chi lavora per salvare vite e di chi è ricoverato per essere curato non è negoziabile”.
Mercoledì, 22 luglio 2026
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