Ferrovie in Calabria, treni-lumaca verso Sud con 140 minuti di ritardo. Solo la stangata è puntuale
I weekend tra il referendum e Pasqua, tra ritardi e rincari. Ancora problemi sull’asse ferroviario che collega il Nord alla Calabria e alla Sicilia. L’altro ieri il Torino-Reggio Calabria ha raggiunto i 140 minuti di ritardo. Come sottolinea Maria Elena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, «la verità è che non si tratta di un evento episodico ma di normalità. Ritardi continui, disservizi cronici e treni pieni all’inverosimile. E nel frattempo? Prezzi alle stelle. Biglietti sempre cari per un servizio che peggiora invece di migliorare». Tutto questo accadeva alla vigilia del referendum. Su un treno pieno di ragazzi e ragazze che stavano tornando a casa per esercitare un diritto fondamentale: votare. E invece? Bloccati, fermi, senza informazioni chiare, trattati come se il tempo e i loro diritti non contassero nulla. «E mentre subiamo tutto questo – conclude la sua denuncia la Senese–, c’è chi fa propaganda invece di garantire un sistema ferroviario degno di questo nome. Treni a lunghissima percorrenza senza nemmeno una carrozza ristorante. Una vergogna».
Tanti i disagi e le proteste dei viaggiatori purtroppo costretti non solo a subirsi un viaggio lunghissimo ma anche a riprogrammare l’arrivo a casa – per chi dove a raggiungere l’entroterra – a causa di coincidenze saltate e per evidenti e concrete impossibilità di rientrare. «Rimaniamo – spiega Roberto che sul quel treno ha viaggiato – il fanalino d’Italia anche nei trasporti».
La stazione di Paola, snodo importantissimo sull’asse Battipaglia-Reggio Calabria per raggiungere lo Jonio e i paesi dell’hinterland cosentino, spesso diventa un imbuto nel quale vanno a finire tutti quei viaggiatori che debbono raggiungere altre mete dopo aver fatto scalo nella città di San Francesco.
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