Marche

Fermo, l’Hotel Astoria all’asta dopo quasi 70 anni. Il proprietario Guido Tassotti: «Deluso dai nostri imprenditori»

FERMO – È di 3.161.600 euro il prezzo base fissato dai periti per l’Hotel Astoria di Fermo, finito all’asta. Immobile che, nei suoi decenni di attività, ha rappresentato una certezza per la città e per il suo centro storico e che, appena nel 2018, aveva festeggiato i suoi 60 anni di attività con mostre dedicate alla sua storia e ai suoi ospiti illustri.

L’asta

Una notizia, quella dell’asta, che ha sorpreso molti cittadini, timorosi di vedere un così grande patrimonio storico, culturale, economico ed immobiliare rischiare il declino.

Un rischio che, però, il proprietario dell’albergo, Guido Tassotti, ha voluto subito ridimensionare, spiegando l’iter e chiarendo la posizione della sua azienda: «Le aste sono pubbliche, quindi era scontato che la notizia trapelasse, ma cerchiamo di fare chiarezza. All’asta, fissata per il prossimo 2 dicembre, è stato messo l’immobile, ovvero le sue mura esterne, mentre la gestione e l’azienda (separate dall’immobile come in molti casi) rimangono a me. Abbiamo un contratto per altri 15 anni, quindi ci tengo a dire che l’albergo continuerà a funzionare come sempre, e non cambierà assolutamente nulla nel servizio che viene fatto ai clienti e alla città. Stabilità e continuità saranno una certezza».

Tassotti, poi, aggiunge un passaggio polemico verso la classe imprenditoriale fermana: «Da tempo chiedo interlocuzioni con gli imprenditori della zona, ricercando una figura illuminata in grado di avere una visione in prospettiva per un investimento che, parliamoci chiaro, non è neanche così oneroso. Purtroppo questo non è avvenuto, ma l’attività dell’Astoria continuerà, e fornirà a Fermo i servizi di cui ha bisogno. Mi spingo anche a dire che di strutture come queste ne servirebbero anche di più, visto che sono anche propedeutiche ai grandi eventi, altrimenti gli avventori dove alloggiano? Solo quest’anno a Porto S. Giorgio -spiega- hanno cambiato destinazione due strutture alberghiere, che hanno scelto di riconvertirsi in appartamenti. Si tratta di una tendenza che non può essere arginata neppure dai sindaci a causa delle nuove normative, e che rischia seriamente di creare un mercato immobiliare al ribasso».

L’augurio più grande di Tassotti, però, è quello di trovare una sintonia con il nuovo proprietario dell’immobile: «Spero nella più sincera sintonia, perché abbiamo moltissimi progetti per gli interni, per il rinnovamento dei servizi e delle proposte, così da essere sempre al passo. Voglio però essere fiducioso, non posso però non ripetere di essere anche rammaricato. Mi aspettavo maggior visione dai nostri imprenditori».

La gestione

Interpellato sulla vicenda si è espresso anche il sindaco Scarfini: «Come amministrazione confidiamo che a livello gestionale tutto continui a funzionare per il meglio, esattamente come sta accadendo ora. Si tratta di un patrimonio non solo economico, ma culturale e storico essendo un’attività con quasi 70 anni di storia che ha scritto pagine indelebili per la città di Fermo».




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