Federvini, export giù nel primo trimestre ma +8,7% gli spumanti in Gdo – Vino
Primo trimestre in frenata per le
esportazioni italiane di vino con un calo a valore del 13,3%;
segno positivo, invece, per gli spiriti con 5,8% nei primi due
mesi. Sul fronte interno salgono le vendite nel canale della
Grande distribuzione organizzata di vini (+2,2%) e spumanti
(+8,7%), mentre sui consumi fuori casa, pesa l’effetto
dell’inflazione, tranne che nella ristorazione di fascia alta.
È il quadro tracciato nel corso dell’assemblea generale di
Federvini, settore che si trova ad affrontare un pericoloso mix
tra evoluzione dei consumi, tensioni commerciali, equilibri
geopolitici e ridefinizione delle rotte commerciali.
“Siamo portatori di un valore strategico-economico,
culturale, identitario che nessun dazio può intaccare, anche se
il 2025 ci ha messo alla prova – ha detto il presidente di
Federvini Giacomo Ponti – le nostre imprese hanno dimostrato una
capacità di adattamento straordinaria, ora è fondamentale che la
ratifica dell’accordo Ue-Usa si concluda, visto che l’attuale
regime al 10% in vigore fino al 24 luglio”. E ha aggiunto, “non
possiamo pensare di sostituire il mercato americano, dobbiamo
invece diversificare, innovare, presidiare i tavoli europei”.
E i consumatori americani restano fedeli al made in Italy. Di
fronte a una prospettiva di rincaro del 20%, secondo
l’Osservatorio Federvini in collaborazione con Nomisma, la
stragrande maggioranza dichiara che non modificherebbe le
proprie abitudini d’acquisto, il principale driver di scelta
resta l’alta qualità percepita associata ai vini italiani (47%),
agli spirits (48%) e all’Aceto Balsamico di Modena Igp (42%).
Tornando in Italia in Gdo, secondo l’Osservatorio, oltre a vino
e spumanti, avanzano anche gli spiriti (+2,9% a volume),
trainati dagli aperitivi alcolici e dai sodati; cresce anche il
Gin, mentre la Grappa rimane in terreno negativo. Segno
positivo, invece, per gli aceti, in crescita sia a valore
(+2,4%) che a volume (+1%), trascinati dall’aceto di mele e
dalla stabilità dell’Aceto Balsamico di Modena Igp.
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