Friuli Venezia Giulia

Federalberghi Trieste raggiunge risultati storici

01.01.2026 – 7.30 – Federalberghi Trieste va verso il record storico di 1 milione 600.000 presenze nelle strutture ricettive cittadine nel corso del 2025. Per la conferma ufficiale si attendono solo gli ultimi conteggi del Capodanno. Il presidente del consorzio Maurizio Giudici spiega: “Abbiamo preliminarmente effettuato una previsione prudenziale che in base alle premesse potrebbe risultare anche superata. Al 30 ottobre 2025 l’Istat, che fornisce dati su una base bimestrale, ha certificato per Trieste un aumento dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Lecito è aspettarsi un’oscillazione simile tra gli anni 2024 e 2025 considerati nel loro complesso”. Sono nelle disponibilità di Federalberghi Trieste anche numeri che riguardano nello specifico le festività invernali in corso? “Dal 25 dicembre 2025 fino alla fine dell’anno le strutture ricettive cittadine hanno registrato un tasso di saturazione dall’80% all’85% circa. Questa tendenza continuerà fino al ponte dell’Epifania. Nello specifico della notte di Capodanno, tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, si è confermato il tutto esaurito, come un dato già assodato anche negli anni precedenti. Numeri assolutamente importanti, che invitano le categorie economiche a fare delle valutazioni sul futuro turistico cittadino, sin dall’inizio del 2026, senza lasciare nulla al caso. In questo senso salutiamo positivamente l’aumento dell’imposta di soggiorno. Il nostro auspicio è la creazione di una cabina di regia, dove siano rappresentati tutti gli stakeholder, capitanati dal Convention and Visitor Bureau Trieste, e guidati da un dirigente di alto livello. La figura cui pensiamo è un Destination Manager. Un ruolo ufficialmente riconosciuto nel mondo, da individuare a livello nazionale, che gestisca da un punto di vista tecnico e professionale la crescita della città ai fini di un turismo sostenibile”. A questo proposito, l’anno che va concludendosi ha visto in città un dibattito legato al concetto di overtourism (traducibile in italiano come “congestione turistica”). Che cosa ne pensa Maurizio Giudici? “Secondo me quello di overtourism non è un concetto obiettivo bensì legato a un rischio di percezione da parte della cittadinanza. Il Destination Manager servirebbe proprio a gestire i flussi e a favorire l’integrazione tra lo sviluppo turistico e il suo accoglimento da parte dei cittadini. L’area turistica triestina va dal comune di Duino Aurisina a quello di Muggia abbracciando l’Altipiano Carsico e trascendendo di conseguenza i confini municipali di Trieste. I visitatori non devono concentrarsi esclusivamente in piazza Unità, lungo il canale di Ponterosso e qualche altra zona ma arrivare a usufruire pienamente dell’offerta territoriale nel suo complesso. Peraltro, va in questa direzione anche la nuova legge su commercio e turismo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia”. Come presidente di Federalberghi Trieste, Maurizio Giudici ha contezza di come i turisti stanno commentando la città? “Esprimono un estremo apprezzamento. Considerano la città come un salotto a cielo aperto. Il solo fatto di passeggiare per Trieste è visto come un fattore attrattivo a causa dell’indubbio patrimonio immobiliare cittadino. L’offerta culturale è un altro aspetto da cui i visitatori restano profondamente colpiti, unitamente al fatto che Trieste è capace di condensare caratteristiche estremamente diverse in uno spazio relativamente piccolo. Si va dall’offerta urbana a quella carsica, dall’enogastronomia alla tradizione del caffè e così via. Trieste è ormai consolidata come una meta turistica internazionale di primo livello. Non lo dicono solo i numeri di Federalberghi ma anche quelli della piattaforma Booking.com”. Chi sono infine questi visitatori? “A dicembre i turisti sono provenienti soprattutto dal resto d’Italia. Seguono importanti presenze dall’Austria e dalla Baviera tedesca. C’è inoltre un ottimo flusso dall’Est Europa con picchi in positivo da Ungheria e Polonia. Da citare anche un sensibile ritorno dei visitatori americani, legati probabilmente alle navi da crociera”.

[l.g.]




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