Economia

Fabio Panetta: “Il dollaro è ancora centrale nei pagamenti internazionali. Per l’euro strada lunga”

LONDRA – “Il dollaro rimane la valuta centrale per i pagamenti a livello internazionale e non c’è al momento una vera alternativa. L’euro è la seconda valuta globale ma la strada è molto lunga”, dice il governatore di Bankitalia Fabio Panetta rispondendo alle domande del pubblico dell’evento “Cross-border payments at a turning point”, organizzato ieri dall’Ambasciata d’Italia a Londra. “Il dollaro è la valuta dominante per ragioni storiche, per l’esito della Seconda Guerra Mondiale, per l’economia americana, per le dimensioni del suo settore finanziario, e il market cap del mercato azionario Usa è più ampio della somma del market cap di tutte le altre economie avanzate. Certo, l’euro ha molto potenziale e in futuro il sistema finanziario internazionale potrebbe essere multipolare. Ma servirà tempo e bisognerà vedere anche il contesto, anche la Cina ha simili ambizioni con il renminbi”.

Nel suo intervento, Panetta ha insistito sulla necessità di “rafforzare i pagamenti transfrontalieri”, che “restano un cantiere incompiuto”. Eppure, continua il governatore, “il loro rafforzamento rappresenta una condizione essenziale per rendere l’economia globale più efficiente e inclusiva e produrrebbe benefici significativi per le fasce più vulnerabili della popolazione mondiale, visto che nell’ultimo decennio le rimesse degli emigranti sono aumentate del 60 per cento”. “Nonostante progressi infrastrutturali”, tuttavia, “nessuno dei quattro obiettivi del G20 (velocità, costo, trasparenza e accessibilità, ndr) è stato ancora raggiunto nel segmento delle rimesse. Il costo medio globale di queste ultime resta vicino al 6,4 per cento, più del doppio rispetto al target del 3 per cento fissato per il 2030”.

Per il governatore, bisogna armonizzare regole e standard e incoraggiare la concorrenza. Ma ecco il monito: “La tecnologia può rendere più funzionale l’uso della moneta, ma non può sostituire la credibilità di una banca centrale indipendente e l’autorità dello Stato, elementi essenziali su cui poggia la fiducia riposta nella moneta stessa”, ha aggiunto il governatore, “le stablecoin cui si affidano alcuni Paesi comportano rischi concreti per l’integrità finanziaria”. Tuttavia, in presenza di una normativa solida, “le stablecoin potranno svolgere un ruolo positivo in determinati corridoi di pagamento”.


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