Lazio

Ex depuratore di Tor Bella Monaca, demolite 17 baracche e rimosse bombole di gas. Area messa in sicurezza

Un insediamento abusivo sorto a ridosso della carreggiata, invischiato nel degrado e trasformato in una vera e propria polveriera a cielo aperto a causa delle temperature torride di questi giorni.

Nelle prime ore di questa mattina, giovedì 9 luglio, gli agenti della Polizia di Stato del VI Distretto Casilino hanno fatto scattare un blitz mirato, all’ex depuratore di Tor Bella Monaca, per smantellare un micro-campo nomadi spuntato abusivamente nella periferia est della Capitale, ripristinando la sicurezza e la viabilità dell’area.

L’operazione è il braccio operativo delle decisioni prese nelle scorse settimane durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura.

I poliziotti, sotto la direzione del Dirigente del distretto di zona, hanno prima cinturato l’intera area per evitare fughe o disordini, creando una cornice di sicurezza.

Successivamente hanno dato il via libera agli operai specializzati e ai mezzi meccanici messi a disposizione dal Municipio competente, che hanno proceduto all’abbattimento e alla demolizione di ben 17 moduli abitativi di fortuna, tra baracche di legno, lamiere e tende.

Al momento del blitz, all’interno dei manufatti non è stato trovato nessuno. Gli occupanti — secondo gli investigatori appartenenti a nuclei familiari di origine sinti che vivevano in condizioni di estrema marginalità sociale — si erano già allontanati pochissimi minuti prima, probabilmente dileguandosi nei campi vicini non appena hanno avvistato i lampeggianti delle Volanti.

Il pericolo: cinque bombole pronte a esplodere per il caldo

A far scattare la priorità assoluta per lo sgombero dell’insediamento non è stata solo una questione di decoro urbano, ma un gravissimo e imminente pericolo per l’incolumità pubblica.

I frequentatori del sito avevano infatti allestito delle cucine da campo rudimentali alimentate da cinque grosse bombole di gas. Gli agenti le hanno trovate esposte direttamente al sole sul terreno battuto, circondate da cumuli di stracci, legno secco e altro materiale altamente infiammabile.

Con l’ondata di calore e le temperature record registrate in questa settimana sul quadrante est di Roma, il rischio di un’esplosione a catena o di un incendio devastante era altissimo.

Bonifica stradale e rimozione dei rifiuti

I tecnici incaricati dal Presidente del Municipio hanno provveduto a rimuovere e a mettere in sicurezza i fusti di gas gpl prima che potessero surriscaldarsi.

L’accampamento era stato edificato a pochissimi metri dal perimetro della sede stradale, rappresentando una minaccia costante anche per la sicurezza degli automobilisti a causa dei fumi dei falò e del rischio di attraversamenti pedonali improvvisi.

Cessata la fase critica del blitz, l’area è stata consegnata alle ditte specializzate che nei prossimi giorni completeranno la rimozione dei quintali di materiale di risulta e spazzatura abbandonati sul posto. I costi della bonifica ambientale saranno interamente coperti dalle casse del Municipio.

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