esposto di Lndc Animal Protection

Cinque lupi trovati morti nell’area contigua del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Un nuovo episodio che riaccende l’allarme sulla tutela della fauna selvatica e che segue un analogo ritrovamento avvenuto nei giorni scorsi a Pescasseroli, dove erano stati rinvenuti altri cinque esemplari senza vita.
A intervenire è Lndc Animal Protection, che ha annunciato di aver presentato denuncia contro ignoti chiedendo accertamenti rapidi e approfonditi per individuare eventuali responsabilità.
Secondo quanto riferito dall’associazione, i lupi sono stati trovati da una pattuglia di guardiaparco nel territorio di Alfedena. I primi rilievi, effettuati anche con il supporto del Nucleo cinofilo antiveleno, farebbero ipotizzare l’utilizzo di esche avvelenate. Le carcasse degli animali e il materiale rinvenuto sono stati posti sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire le cause esatte della morte.
“Si tratta di un fatto gravissimo – dichiara la presidente di Lndc Animal Protection, Piera Rosati – perché colpisce una specie protetta e mette a rischio l’intero equilibrio dell’ecosistema. L’uso del veleno è una pratica pericolosa e indiscriminata che può coinvolgere anche altri animali e rappresentare un rischio per la salute pubblica”.
L’associazione punta inoltre il dito contro il clima di ostilità che, secondo Lndc, si starebbe alimentando nei confronti della fauna selvatica.
“Da tempo – aggiunge Rosati – alcune narrazioni politiche descrivono lupi e orsi come una minaccia, contribuendo a diffondere paure spesso immotivate. Questo contesto può favorire comportamenti illegali e violenti”.
Lndc Animal Protection ribadisce che la convivenza tra attività umane e grandi carnivori è possibile attraverso informazione corretta e strumenti di prevenzione adeguati.
Infine l’associazione invita chiunque abbia notizie utili a collaborare con le autorità competenti o a contattare direttamente i propri legali.
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