eseguita l’autopsia, cosa dicono i medici

Una neonata di 14 giorni è morta in un appartamento di Ponte Felcino, a Perugia. A trovarla priva di sensi al risveglio sono stati i genitori. La madre ha chiamato il 118 intorno alle 7. I sanitari hanno tentato di rianimare la piccola per oltre un’ora, senza riuscire a salvarla.
All’arrivo degli operatori sanitari la neonata si trovava nel letto dei genitori. Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Sul corpo, in base ai primi accertamenti, non sarebbero stati riscontrati segni di violenza. La madre della bambina ha 34 anni, il padre 23.
Nell’abitazione sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Perugia, insieme ai militari specializzati nei rilievi scientifici e al medico legale di turno. Gli accertamenti sono coordinati dal pubblico ministero Alessandro Pazzaglia della Procura di Perugia.
L’autopsia, eseguita dalla medica legale Eleonora Mezzetti, aiuterà a chiarire le cause del decesso. La bimba potrebbe essere andata in arresto cardiaco per soffocamento. Tra le ipotesi al vaglio ci sono la morte improvvisa del lattante, comunemente definita “morte in culla”. Saranno gli esami medico legali a stabilire cosa abbia provocato la morte della bambina.
“Una tragedia immensa. È un dolore che non si può spiegare”. La sofferenza dei genitori della neonata morta a 14 giorni nel loro letto trapela dalle parole del legale nominato dalla madre, l’avvocato Luigi Costa. “Purtroppo i genitori e i fratellini stanno vivendo un dramma enorme. È difficile anche solo immaginare cosa possano provare di fronte una tragedia questo tipo”. Una tragedia ancora da spiegare. Per questo, il medico legale Eleonora Mezzetti, affiancata dall’anatomopatologa Maria Elena Laurenti e dal tossicologo Andrea Lazzarini, ha effettuato l’autopsia sul corpo della bimba.
La Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un fascicolo contro ignoti proprio per consentire l’esecuzione degli esami irripetibili. La mamma della piccola (che non è indagata), tramite il suo legale, ha nominato come consulente il dottor Sergio Scalise. “Attendiamo di conoscere l’esito dell’esame autoptico”, sottolinea ancora il legale. Esame che dovrebbe chiarire le ragioni dell’improvviso arresto cardiaco che ha colpito la neonata tra circa le 5 e le 7 di mercoledì. Una morte improvvisa, la cosiddetta “morte in culla” che, di fatto, non ha una causa specifica e che solitamente viene attribuita per esclusione, oppure un soffocamento accidentale. Aspetti da chiarire appunto.
Secondo quanto ricostruito, alle 5 la piccola sarebbe stata allattata, poi madre e figlia (la più piccola di quattro) si sono riaddormentate. Intorno alle 7 la madre, risvegliandosi, si è accorta che qualcosa non andava. La bambina non respirava e non rispondeva ai tentativi della giovane donna di risvegliarla. A quel punto, la mamma ha chiesto subito l’intervento del 118. Gli operatori, che sono intervenuti quando la piccola era già priva di sensi, hanno tentato per oltre un’ora di rianimarla, ma senza riuscire nel loro intento finché non si sono dovuti arrendere all’inevitabile. Le successive indagini hanno portato in primo luogo a escludere ipotesi diverse da quella della tragedia, nessun elemento ha portato i carabinieri a sospettare una verità diversa da quella fin qui ricostruita.
Perché il cuore della neonata abbia smesso di battere è stato oggetto dell’autopsia eseguita all’ospedale di Perugia. Dall’esame, il cui risultato è ancora atteso in via ufficiale, sembrano emergere elementi che portano ad escludere la morte violenta, anche di natura accidentale. Le ipotesi al vaglio sembrerebbero essere quelle di una morte per patologia cardiaca non nota o morte bianca in culla. I consulenti si sono riservati ulteriori accertamenti anche attraverso esami istologici.
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