Esaote e il “premio Castellano”: un ponte tra Genova e la Cina nel segno dell’innovazione
Genova. La storia di Esaote è un raro esempio di come un’intuizione nata nei momenti più difficili possa trasformarsi in eccellenza globale, capace di creare sviluppo e innovazione, con legami che possono arrivare ad avvicinare culture industriali solo in apparenza lontane.
A simboleggiare questa unicità è oggi il “Castellano Award“, un riconoscimento istituito dalla proprietà cinese di Esaote in onore del fondatore Carlo Castellano che ha guidato l’azienda dalle sue origini in Ansaldo fino alla proiezione internazionale.
Dalle corsie d’ospedale alla nascita di una azienda leader mondiale
Le radici di Esaote affondano in un episodio drammatico della storia italiana: nel novembre 1977, Carlo Castellano, allora direttore Ansaldo, viene gravemente ferito in un attentato delle Brigate Rosse. Ma mentre i dottori sono impegnati a salvargli le gambe martoriate dai proiettili, Castellano intuisce la necessità per Ansaldo di entrare nel settore delle tecnologie elettroniche biomedicali.
Ansaldo all’epoca è all’avanguardia per la costruzione di grandi impianti industriali, ma è totalmente fuori dal mercato delle attrezzature mediche. L’apertura di un settore così “diverso” sembra ai più una scommessa al buio, ma Castellano crede fino in fondo alla sua idea e inizia la costruzione di questo sogno. Su indicazione di Romano Prodi, allora Presidente dell’IRI, nel 1982 nasce la Divisione Elettronica Biomedicale con un capitale iniziale di 2 miliardi di lire. In poco più di un decennio, l’azienda colma un vuoto industriale nel Paese, diventando leader europeo nell’elettronica medicale. Al momento della privatizzazione nel 1994, Esaote contava già 520 dipendenti e aveva generato un importante ritorno economico per il Gruppo IRI, con un tasso di rendimento medio annuo del 15,5%.
Il valore del capitale umano: il “Castellano Award”
Oggi, dopo l’acquisizione nel 2017 da parte di un consorzio di investitori cinesi (tra cui figurano leader del settore medicale e fondi finanziari tra cui spicca quello Jack Ma, fondatore insieme a David Yu di Alibaba), Esaote mantiene il suo cuore tecnologico e gestionale in Italia, dove continua di fatto la sua attività di ricerca e produzione.
Ma la storia, forse irripetibile, della genesi di questo colosso mondiale, oggi è oggetti di culto in Cina, dove, per celebrarla, hanno istituito il “Castellano Award“, un premio che viene riconosciuto ai lavoratori che maggiormente si sono distinti nell’azienda per ricerca, dedizione e innovazione.

La targa del premio
“Per me è chiaramente un grande onore – commenta lo stesso Carlo Castellano, oggi alla guida di ‘Alpim – fondazione per i minori’, con la quale ha promosso la realizzazione in Valpolcevera del primo liceo tecnologico sperimentale del Paese – e credo che possa avere un valore anche per la nostra città. Al centro della visione che ha dato origini a Esaote è il ritorno per la comunità che può essere generato dall’innovazione – spiega – La condivisione del progresso, potremmo dire. Ed è questo che oggi in Cina continuano a coltivare per Esaote ma non solo. E l’esempio di Esaote è davvero illuminante anche per quanto riguarda le collaborazioni a livello internazionale – aggiunge Castellano – nella cultura industriale cinese, se all’inizio i rapporti possono sembrare ‘difficili’, una volta instaurato un rapporto fiduciario, si aprono orizzonti di collaborazione molto interessanti e produttivi. Una mentalità che trova molte affinità con la storia di Genova”

Carlo Castellano
“Se guardiamo alla nostra città e al suo futuro dobbiamo passare da questo – aggiunge Castellano – l’innovazione deve avere radici nel territorio e ricadute per tutta la comunità. Non può esserci solo portualità e logistica, ma si deve alimentare anche ricerca e innovazione, per poter creare lavoro di qualità, specializzazioni, e, soprattutto possibilità per i nostri giovani. Questo è stato il motore che ha generato Esaote, che è stato alla base del progetto di Erzelli e che oggi portiamo avanti con il progetto del liceo tecnologico – conclude – Il futuro di Genova passa dai suoi giovani e dalla loro capacità di specializzarsi e realizzarsi come persone, come cittadini e come lavoratori”.




