Marche

Errore dal notaio, l’Osservatorio astronomico di Jesi non è più del Comune. Un atto del 2013 lo “regala” alle 16 città che erano parte del Consorzio Gorgovivo


JESI – Se non fosse tutto vero, ci sarebbe anche da ridere. Eppure, gli atti confermano che sì, nel 2013 il Comune di Jesi ha davvero ceduto per errore il suo Osservatorio astronomico al Consorzio Gorgovivo, la società pubblica che si occupa oggi della gestione dell’omonima sorgente ma che in passato ha curato anche il servizio idrico di 20 Comuni tra Ancona e Macerata. E che ancora oggi, l’importante punto d’osservazione risulta fuori dalla disponibilità patrimoniale dell’Ente.

L’errore emerge da una determina dirigenziale di alcuni giorni fa, con la quale il Comune chiede al notaio Bucci di Ancona di rettificare l’atto del 2013 con cui avvenne la cessione dell’Osservatorio. Tutto cominciò nel 1999, quando Jesi aderì al Consorzio e – in forza di questa adesione – diede alla società la disponibilità della propria rete infrastrutturale per la distribuzione dell’acqua potabile, compresa di tutti gli impianti al servizio della stessa presenti sul territorio comunale.

Senza, però, mai arrivare ad un vero passaggio di proprietà. Nel 2005, poi, Gorgovivo decise di cambiare modello societario, cedendo il ramo d’azienda della gestione del servizio idrico locale all’intero complesso dei Comuni, comprensivo anche dei beni infrastrutturali che aveva ricevuto in dote negli anni passati dagli stessi Enti.

In altre parole, acquedotti e pompe che i Comuni avevano ceduto a Gorgovivo, erano tornati ai Comuni stessi, accorpati però in un unico pacchetto la cui proprietà è stata suddivisa in percentuale tra gli Enti sulla base del valore di quanto inizialmente conferito al consorzio. Nel caso di Jesi, nel pacchetto finì anche un impianto idrico in via Pio La Torre, la cui cessione fu perfezionata solamente a fine 2013, con atto del notaio Bucci. Peccato, però, che dopo 13 anni qualcuno si sia accorto di qualcosa di strano.

Del fatto che nell’atto notarile di conferimento dell’infrastruttura al complesso dei Comuni era finito anche qualcosa che non ci sarebbe dovuto essere, ovvero l’Osservatorio astronomico di Jesi. Facendo una visura catastale, si nota effettivamente come la proprietà dell’immobile sia oggi suddivisa tra 16 Comuni, compreso Jesi. Un errore, un banalissimo errore, che se commesso in un atto pubblico, davanti ad un notaio, può però costare caro.




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