Era di Città Sant’Angelo la ragazza di 22 anni uccisa in Svizzera

È Maria Spinelli di Città Sant’Angelo la ragazza di 22 anni, che lavorava oltre confine, rimasta uccisa nel corso di una sparatoria avvenuta la scorsa notte ad Aarau in Svizzera.
«Esprimo, a nome personale e dell’intera giunta regionale d’Abruzzo, il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Maria Spinelli, giovane originaria di Atri e residente a Città Sant’Angelo, rimasta vittima della sparatoria avvenuta ad Aarau, in Svizzera», scrive in una nota il presidente della giunta regionale abruzzese Marco Marsilio.
«In questo momento di immenso dolore», aggiunge Marsilio, la Regione Abruzzo si stringe con affetto e partecipazione alla sua famiglia, agli amici e alle comunità di Atri e Città Sant’Angelo, profondamente colpite da questa drammatica vicenda. Il nostro pensiero va anche agli altri feriti e a tutte le persone coinvolte. Auspichiamo che le autorità svizzere possano fare piena luce sull’accaduto e assicurare alla giustizia i responsabili».
«Mi addolora profondamente la notizia della tragica scomparsa di Maria Spinelli, giovane abruzzese, nata ad Atri e residente a Città Sant’Angelo, unica vittima della drammatica sparatoria avvenuta durante un concerto ad Aarau, in Svizzera», scrive il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, «a nome mio personale e dell’intero consiglio regionale dell’Abruzzo, esprimo il più sincero e profondo cordoglio e mi stringo con affetto e partecipazione al dolore della famiglia e dei suoi cari, ai quali rivolgo le mie più sentite condoglianze. Un pensiero particolare va anche agli altri giovani rimasti feriti, ai quali auguro una pronta e completa guarigione. Di fronte a una tragedia così dolorosa e inspiegabile, auspico che possa essere fatta al più presto piena luce su quanto accaduto e che i responsabili di questo terribile gesto siano individuati e assicurati alla giustizia».
«Esprimo profondo cordoglio per la morte di Maria Spinelli, la ragazza di 22 anni, originaria di Atri, uccisa nella sparatoria avvenuta in Svizzera. La sua morte colpisce profondamente la comunità atriana e tutto l’Abruzzo. Alla famiglia, rivolgo la mia più sincera vicinanza», dice Nazario Pagano, presidente della I commissione Affari costituzionali della Camera e segretario regionale di Forza Italia Abruzzo, «in un momento così doloroso, Forza Italia Abruzzo si unisce al cordoglio della città di Atri. Confidiamo nel lavoro delle autorità svizzere perché siano chiarite al più presto le circostanze di quanto accaduto e accertate le responsabilità. Un pensiero anche alle persone rimaste ferite, con l’augurio di una pronta guarigione».
Chi era
La 22enne era nata ad Atri e ha vissuto per un certo periodo della sua vita a Città Sant’Angelo, dove abitano ancora i familiari. Da qualche tempo lavorava in Svizzera, dove risiedeva, come è stato confermato dalla polizia locale. La giovane si trovava insieme ad altre centinaia di ragazzi nell’ippodromo di Aarau dove si stava svolgendo un rave party. Poi intorno alle 2:30 del 30 agosto sono stati esplosi alcuni colpi.
Le indagini
La task force italiana, guidata dall’incaricato d’Affari dell’Ambasciata d’Italia a Berna e inviata ad Aarau dal Ministro Tajani, è al lavoro per assistere le famiglie degli italiani coinvolti nella sparatoria avvenuta nel rave della notte scorsa e di seguire da vicino gli sviluppi e le indagini, in raccordo con le autorità svizzere, come riporta LaPresse. A seguito della sparatoria, è deceduta una cittadina italiana mentre due connazionali risultano leggermente feriti e sono già potuti tornare a casa.
«La caccia all’uomo prosegue senza sosta a pieno ritmo». È quanto ha dichiarato il portavoce della polizia cantonale dell’Argovia Bernhard Graser, riferendosi all’autore della sparatoria avvenuta durante un rave party ad Aarau, in Svizzera, in cui è stata uccisa una ragazza e altri 5 sono rimasti feriti. Ha aggiunto che la polizia non dispone ancora di informazioni sul possibile movente. Alla domanda se si potesse trattare di un attacco terroristico, Graser ha risposto che “il fatto che il rave fosse già verso la conclusione suggerisce che non sia così. Anche una rissa potrebbe essere una possibilità”. Ai residenti della zona è stato chiesto di tenersi lontani dall’area setacciata dagli investigatori alla ricerca di possibili collegamenti con il crimine. Agenti, vigili del fuoco e ambulanze sono presenti sul posto in gran numero. Anche la polizia di Friburgo, nella vicina Germania, sta partecipando alle operazioni di ricerca del sospettato. Il quotidiano svizzero Blick ha riferito che i partecipanti al rave hanno inizialmente scambiato gli spari per fuochi d’artificio, finché qualcuno non ha gridato “Tutti a terra!”.
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