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Enac apre un’indagine sul mancato imbarco

Doveva essere il volo verso il sogno azzurro, la rotta per Glasgow per difendere i colori dell’Italia in un torneo internazionale di preparazione ai prossimi Mondiali in Argentina. Si è trasformata invece in una giornata di umiliazione, rabbia e amarezza.

Nella mattinata di oggi, ai ragazzi della Nazionale italiana di Powerchair Football (il calcio in carrozzina elettrica) è stato negato l’imbarco su un volo EasyJet in partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino e diretto in Scozia.

Una decisione che ha fatto scoppiare una bufera istituzionale, spingendo le autorità di controllo dell’aviazione civile e il Governo a chiedere spiegazioni immediate e minacciare pesanti ritorsioni economiche contro il vettore a basso costo.

Le carte in regola da aprile: «Autorizzazioni già concesse»

A rendere l’episodio ancora più sbalorditivo sono i retroscena burocratici forniti dalla Fipps (la Federazione italiana paralimpica Powerchair Sport). Stando a quanto ricostruito dai dirigenti federali, l’iter per l’assistenza e il trasporto speciale non era stato gestito all’ultimo minuto: la richiesta di autorizzazione all’imbarco sia per gli atleti che per la dozzina di ausili necessari – 6 carrozzine per la mobilità quotidiana e altrettante “speciali” da competizione – era stata presentata lo scorso aprile e aveva già ottenuto il formale via libera scritto da parte della stessa EasyJet.

Eppure, al momento dei controlli e delle operazioni di imbarco al terminal, gli atleti e i loro tecnici sono stati fermati e impossibilitati a salire a bordo del velivolo.

Immagine di repertorio

La rabbia della ministra e la scure dell’Enac

Sulla vicenda si è abbattuta l’ira del mondo politico e sportivo. Il caso, sollevato dal Comitato Italiano Paralimpico e dal suo presidente Giunio De Sanctis, è stato subito rilevato dalla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli:

«Aver impedito l’imbarco a sei atleti con disabilità, nonostante la federazione avesse ottenuto con largo anticipo tutte le autorizzazioni per le carrozzine di tutti i giorni e per quelle speciali da gioco, lascia semplicemente senza parole. È un fatto gravissimo e del tutto inaccettabile».

L’Enac (l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha immediatamente fatto scattare un’indagine formale, intimando al vettore una relazione dettagliata:

«Il diritto alla mobilità deve essere garantito a tutti, senza eccezioni», ha tuonato il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma. «Il rispetto delle direttive europee a tutela dei passeggeri con mobilità ridotta rappresenta un obbligo inderogabile. Se dovessero emergere irregolarità da parte della compagnia, applicheremo i provvedimenti di competenza, comprese le dovute sanzioni».

Dalla sua sede, EasyJet ha fatto sapere che fornirà nel più breve tempo possibile un resoconto completo della vicenda per chiarire i motivi del mancato imbarco e la gestione degli ausili da carico.

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