Cultura

Emily A. Sprague – Cyano

Il mondo del progetto Florist e quello della Emily A. Sprague solista si uniscono in “Cyano”. Sintetizzatori modulari ancora una volta protagonisti in un disco (anticipato dal 7″ di “Double Moon”) più intimo e sperimentale rispetto a “Hill, Flower, Fog” o “Cloud Time” . 

Credit: V. Haddad

Un pianeta immaginario i cui abitanti stanno lentamente padroneggiando capacità dimenticate di costruire connessioni emotive e emozionali fa da titolo e sfondo a un album che parte proprio con l’elettronica sognante di “Double Moon” e quella melodica di uno strumentale come  “Garden Of Charms”. 

Il mastering di Heba Kadry ha ancora una volta il pregio di mettere in risalto ogni variazione sonora, anche quelle della voce, particolarmente significative in “Harmony In Your Hands”. Variazioni sottili come in “Inscription Of Wind” o più marcate in stile “Lava Surrounds” dove è proprio la voce di Emily a indicare la strada.

“Cyano” è un paziente accostamento di note gentili e dall’indole dark o minimalista come “Listening Thru”, “Night Woven”, “Noon Liquid Ore” in una costante alternanza di  melodie affascinanti e mai lineari, il ritmo che cambia e diventa riflessivo in “Rising” e “Sing To”.

Il racconto di “Cyano” ricorda da vicino l’arte giapponese del Il kintsugi, riparare con polvere dorata le parti mancanti, ricomporre i frammenti con la grazia di “Spiralling To The Place”. Mutare forma, trasfigurarsi, fino all’elettronica sincopata di “Under Tone” e “Sing To (Khotin remix)” o alle armonie di “Weather Melody” in quarantasette minuti raffinati e non violenti.


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