Friuli Venezia Giulia

Elsa Martin presenta “Vox Humana”, il suo nuovo album tra musica friulana, elettronica e poesie al femminile


Com’è nata l’idea del nuovo album? è stato studiato fin dall’inizio o ha preso forma man mano?

“La seconda. Avevo composto alcuni brani durante la pandemia, ma non c’era l’idea di produrre un nuovo disco. Lavorando anche con l’improvvisazione, la forma delle mie esibizioni cambia sempre, ma qualcosa è cambiato quando ho voluto avere del materiale video, e ho cominciato a riprendere alcune sessioni musicali, puntando sulla qualità come se fossero esibizioni live. Proprio l’ottima riuscita di questi video mi ha fatto pensare a un possibile lavoro discografico, che ho realizzato mettendo insieme le sperimentazioni del periodo precedente alla pandemia e quelle del periodo successivo. È un lavoro frammentato vulnerabile e vivo direi, uno spazio di ricerca che è diventato disco.”

Elsa Martin è una cantautrice friulana. In seguito alla formazione musicale improntata sul jazz e sulla sperimentazione di ricerca musicale (nelle esibizioni di Elsa c’è spesso spazio per l’improvvisazione non idiomatica, ovvero libera da convenzioni stilistiche e da sistemi musicali predeterminati), ha esordito nel mondo discografico nel 2012, con l’album vERsO, che ha ottenuto diversi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, a cui hanno fatto seguito altri dischi, altrettanto apprezzati dalla critica musicale. Oggi, 22 maggio 2026, esce il suo nuovo album, “Vox Humana”, sintesi di una ricerca quinquennale, sette tracce sospese in cui si intrecciano musica popolare, sperimentazioni elettroniche e linguistiche. Ad arricchire ulteriormente i testi c’è l’ispirazione a diverse poetesse di oggi e di ieri, come Novella Cantarutti, Antonella Bukovaz, Emily Dickinson.

In che modo hai selezionato le tracce? C’è un fil rouge, una logica interna?

“Durante il percorso non sapevo anche quale sarebbe stata la traiettoria di questo lavoro, poi, guardandomi indietro, ho notato che una coerenza interna c’era già: ci sono poesie e anche il contributo di sole donne, queste poetesse che sentono forte il legame con le radici, la terra madre, e che, attraverso una narrazione di quotidianità, evocano un racconti cosmogonici e spirituali. Nelle poesie di Emily Dickinson, Novella Cantarutti e Antonella Bukovac ci elementi tangibili che diventano pretesto per parlare di altrove. Nei loro lavori emerge come sia grazie al dolore che si giunge alla luce che si intravede da lontano, di come il seme dal buio della terra va alla vita alla luce del sole, di una luce che trova speranza, è questo aspetto di tensione verso qualcosa di luminoso che mi muove. C’è anche un forte legame con la mia terra, soprattutto nel brano che ho scritto io, il Cantico del Frutto, che parla del dialogo tra luce, acqua, terra, la vite, con riferimento al nostro Friuli.”

Com’è cambiata la tua cifra stilistica nel tempo? Che momento è della tua carriera?

“Dopo più di vent’anni di carriera, non posso non pensare a me ancora come quella bambina delle elementari che aveva dentro di sè quel fuoco e urgenza di fare ciò che si ama. È un imprinting molto forte, ho sempre quella propulsione in avanti, sono sempre curiosa, più invecchio più viglio arricchirmi, mi formo, viaggio, voglio attingere il più possibile a qualunque sorgente del sapere. Mi piace sperimentare anche con altri linguaggi, il corpo, la danza, ho allestito un collettivo di ricerca sulla polivocalità, sulla libera improvvisazione, coinvolgo tanti aspetti di me in modo sempre più totale.”

Progetti futuri?

“Al momento mi concentro sulla promozione del disco, vorrei far conoscere questo progetto il più possibile. Poi continuerò ad approfondire la sole voce senza elettronica, che invece è presente in questo disco, con l’idea di andare sempre di più verso sempre di più verso l’acustica senza strumento. Proseguirò anche il lavoro con il pianista Stefano Battaglia, autore anche di uno dei brani, e con cui collaboro da anni. Non mi chiudo solo nella canzone: approfondirò anche il dialogo con altre forme di espressione come la danza e il teatro. Ma nell’immediato sì, vorrei dedicarmi totalmente all’album che esce oggi.”
 

 


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