Educazione sentimentale e affettiva obbligatoria in tutte le scuole, per tutte le età e senza consenso informato”, la richiesta della rete “Educare alle Differenze

L’educazione sentimentale e affettiva dovrebbe entrare stabilmente nelle scuole italiane, con percorsi differenziati in base all’età degli studenti e senza la previsione di un consenso informato specifico da parte delle famiglie. È la posizione espressa dalla Rete “Educare alle Differenze” durante l’audizione davanti alla Commissione Istruzione del Senato, impegnata nell’esame dei disegni di legge dedicati all’introduzione dell’educazione affettiva nei programmi scolastici.
A intervenire è stata Margherita Accornero, rappresentante della rete che riunisce diverse associazioni, tra cui Famiglie Arcobaleno e Agedo. Nel corso dell’audizione, Accornero ha sostenuto che l’educazione alle relazioni, al consenso, alla libertà e alle differenze non debba essere considerata un’integrazione marginale dell’offerta formativa, ma “un modo di fare scuola” e uno strumento di prevenzione culturale.
Il confronto in Commissione
Le audizioni rientrano nell’iter parlamentare dei ddl che puntano a introdurre percorsi strutturati di educazione sentimentale e sessuo-affettiva negli istituti scolastici.
Secondo la rete associativa, l’insegnamento dovrebbe riguardare “tutte le scuole e tutte le età”, attraverso strumenti calibrati sui diversi livelli educativi. Tra gli obiettivi indicati figurano la prevenzione del bullismo, il contrasto alla violenza nelle relazioni, la riduzione degli stereotipi di genere e una maggiore consapevolezza rispetto ai modelli relazionali diffusi anche attraverso i social media.
“La prevenzione non può essere solo repressiva”
Nel suo intervento, Accornero ha sostenuto che il contrasto alla violenza non possa basarsi esclusivamente su misure punitive, ma richieda un lavoro educativo continuativo. La rete considera necessaria un’azione “preventiva, culturale e strutturata”, capace di incidere sui comportamenti e sulle dinamiche relazionali fin dall’età scolastica.
Un altro punto affrontato durante l’audizione riguarda il consenso informato delle famiglie. Secondo l’associazione, non dovrebbe essere previsto un meccanismo autorizzativo specifico per la partecipazione ai corsi di educazione affettiva, analogamente a quanto avviene per insegnamenti come educazione civica, legalità o sostenibilità.
La distinzione dell’educazione sessuo-affettiva dalle altre attività formative, è stato osservato, rappresenterebbe un’anomalia anche rispetto agli orientamenti europei e agli impegni internazionali assunti dall’Italia, tra cui quelli previsti dalla Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne.
Formazione dei docenti e risorse
Nel corso dell’audizione è stata inoltre evidenziata la necessità di prevedere percorsi di formazione specifica per gli insegnanti e risorse strutturali dedicate. Secondo la rete, senza personale formato e finanziamenti continuativi il rischio sarebbe quello di limitare gli interventi a iniziative sporadiche o extracurricolari.
Il ciclo di audizioni in Commissione Istruzione proseguirà nelle prossime settimane con il coinvolgimento di esperti, associazioni e rappresentanti del mondo scolastico. Il confronto parlamentare dovrà definire contenuti, modalità applicative e ruolo dell’educazione affettiva all’interno dei programmi scolastici nazionali.
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