Società

Educazione Civica e il nodo delle 33 ore, CNDDU: il Diritto diventi “il fondamento culturale e concettuale dell’intero impianto” e non solo una soluzione tampone

Il CNDDU chiede al Ministro Valditara di rendere strutturale l’assegnazione dell’Educazione Civica ai docenti di Diritto, superando la logica delle soluzioni tampone per garantire una formazione costituzionale solida e omogenea.

L’applicazione del decreto ministeriale n. 183 del 7 settembre 2024 sta sollevando questioni organizzative e interpretative negli istituti secondari. Al centro dell’attenzione c’è la gestione delle 33 ore annuali di Educazione civica: in molte scuole si sta consolidando la scelta di assegnare l’intero pacchetto orario ai docenti di Diritto ed Economia (classe di concorso A046).

Una tendenza su cui interviene il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), sottolineando come tale prassi, se da un lato rischia di entrare in tensione normativa con il principio di trasversalità previsto dalla Legge 92/2019, dall’altro mette in luce una problematica relativa al riconoscimento delle discipline giuridiche nel curricolo scolastico.

Il presidente del Coordinamento, prof. Romano Pesavento, ha indirizzato un appello formale al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo che la materia non sia oggetto di soluzioni locali, ma di un indirizzo politico chiaro.

La posizione: il Diritto come asse portante

Secondo il CNDDU, l’insegnamento dell’Educazione civica necessita di un inquadramento che vada oltre la semplice giustapposizione di interventi diversi. “L’Educazione civica non è, e non può essere, una sommatoria episodica di contributi disciplinari” si legge nella nota diffusa dal Coordinamento. “Essa rappresenta l’asse portante della formazione democratica, costituzionale e civica degli studenti. In tale prospettiva, il Diritto non costituisce una disciplina “tra le altre”, ma il fondamento culturale e concettuale dell’intero impianto”. Per il Coordinamento, temi come la Costituzione, i diritti umani e la cittadinanza europea non possono essere considerati accessori, ma devono costituire il “cuore dell’insegnamento”.

Le richieste: organico e regia unica

Per superare quella che viene definita un’attuale “disomogeneità territoriale” e prevenire contenziosi dovuti a delibere collegiali differenti da scuola a scuola, il CNDDU avanza tre richieste specifiche al Ministero:

  1. Potenziamento della classe di concorso A046 (Discipline giuridiche ed economiche) tramite un incremento stabile delle ore curricolari;
  2. Estensione dell’insegnamento a tutti gli istituti, compresi quelli del primo grado, per garantire pari opportunità formative;
  3. Ruolo centrale nella progettazione, prevedendo che la conduzione del percorso di Educazione civica sia affidata in modo prevalente o esclusivo ai docenti di materie giuridiche.

Il concetto di trasversalità

Nella nota inviata a Valditara, il Coordinamento affronta anche il tema della trasversalità, principio cardine della normativa vigente. La tesi sostenuta è che affidare la regia a un docente specializzato non neghi la natura interdisciplinare della materia, ma la rafforzi. “La trasversalità […] non viene smentita da una regia forte; al contrario, essa richiede una disciplina di riferimento chiara, capace di orientare e valorizzare i contributi delle diverse aree del sapere” afferma il CNDDU nel comunicato. “Senza un adeguato monte ore di Diritto, la trasversalità rischia di tradursi in frammentazione e discontinuità didattica”.

La richiesta finale è dunque quella di un intervento strutturale che superi la logica dell’emergenza. “Se l’Educazione civica è davvero considerata una priorità strategica del sistema educativo” conclude la nota, “allora essa deve poggiare su un investimento chiaro e visibile nelle discipline giuridiche ed economiche”.


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