due stazioni e 810 milioni di euro. Ora la palla passa al Governo
Un’attesa che dura da mezzo secolo e un fascicolo rimasto bloccato nei cassetti per oltre dieci anni. Ora il piano per spingere la metropolitana A oltre lo storico capolinea di Battistini compie il passo formale decisivo: il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica del prolungamento verso Torrevecchia è stato ufficialmente consegnato al Dipartimento Mobilità Sostenibile di Roma Capitale.
L’ipotesi su carta diventa così un dossier completo di dettagli tecnici, stime sull’impatto del traffico e costi aggiornati alle tariffe attuali, pronto per essere inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la richiesta dei fondi.
La mappa dello scavo: talpe sotterranee sotto Primavalle
Il tracciato disegnato dal raggruppamento di imprese capeggiato da Systra (con Italferr e Cremonesi Workshop) si snoda per quasi due chilometri — 1.930 metri complessivi — sviluppandosi interamente nel sottosuolo.
Per evitare di sventrare la viabilità di superficie in quartieri già soffocati dal traffico, ben 1.230 metri verranno realizzati attraverso l’impiego di una fresa meccanizzata TBM con uno scudo da 10,70 metri di diametro. È la medesima tecnologia utilizzata per scavare le gallerie profonde della Linea C, capace di avanzare senza l’apertura di cantieri a cielo aperto lungo il percorso.
L’infrastruttura servirà una popolazione che da decenni attende il ferro sotto casa, distribuendosi su due nuove fermate:
Stazione Bembo: posizionata nel quadrante meridionale di Primavalle, la fermata sarà dotata di un parcheggio interrato da 450 posti auto;
Stazione Torrevecchia: rappresenterà il nuovo capolinea e, soprattutto, un nodo strategico d’intercettazione per i flussi di pendolari in arrivo dalla direttrice di via Boccea. A servizio della stazione nascerà un maxi-parcheggio di scambio da 2.100 stalli, pensato per bloccare i veicoli privati ai margini della città prima che si riversino verso il centro.
Meno auto su strada: le stime sui passeggeri
L’impatto trasportistico ipotizzato dai modelli matematici attribuisce all’opera un peso rilevante per l’intera rete cittadina: durante la sola ora di punta del mattino, le tre stazioni di Battistini, Bembo e Torrevecchia vedranno salire sui treni circa 7.570 passeggeri (più di 3.700 nella sola stazione finale). Nell’arco dell’intera giornata di esercizio, il volume complessivo sfiorerà le 84.000 presenze.
L’attivazione della tratta consentirà di generare oltre 4.300 nuovi spostamenti quotidiani sul mezzo pubblico, determinando una contrazione stimata delle emissioni inquinanti di circa il 2% nell’area interessata.
Costi, tempi e la sfida ai fondi statali
Il conto totale dell’opera ammonta a 810 milioni di euro (comprensivi di IVA), dei quali circa 640 milioni dedicati all’esecuzione delle opere materiali. Le cifre sono state determinate sulla base dei prezzari correnti ed allineate alle recenti gare per la costruzione delle linee metropolitane a Torino e Napoli. Una volta aperto il cantiere, le previsioni d’ingegneria fissano la durata dei lavori in 1.820 giorni (circa cinque anni di interventi).
«Connettere Torrevecchia e Primavalle alla rete su ferro significa risanare una frattura storica tra periferia e centro, migliorando la quotidianità di decine di migliaia di residenti. Abbiamo consegnato un progetto rigoroso e moderno: adesso la palla passa al Governo, a cui chiediamo di finanziare l’opera per poter avviare i cantieri senza ulteriori ritardi». Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma.
L’iter di revisione della scheda progettuale era ripartito nel 2021 grazie a un finanziamento di 5,6 milioni di euro ottenuto dal Fondo per le opere prioritarie del MIT. Una svolta necessaria per sbloccare un’idea avviata negli anni Settanta e congelata dal 2013 per assenza di copertura economica.
«Un piano ben disegnato senza coperture resta soltanto un esercizio su carta. Primavalle e Montespaccato hanno già atteso abbastanza: dopo la validazione del progetto chiederemo formalmente le risorse al Governo. Su questo passaggio si misurerà la reale volontà politica di dotare la Capitale di un’infrastruttura all’altezza delle grandi città europee». Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità di Roma Capitale.
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