Due spinelli spariti, lite con la madre a Jesi poi picchia un carabiniere: arrestata
JESI Due spinelli spariti da un pacchetto di sigarette e l’accusa rivolta alla madre: «Li hai presi tu». La discussione in pochi minuti si trasforma in una lite furibonda. Le urla sono così forti da richiamare l’attenzione dei vicini che, preoccupati, chiamano il 112. Quando arrivano i carabinieri, però, la tensione non si spegne: la 23enne prima li insulta e li minaccia, poi colpisce uno dei militari con uno schiaffo e un calcio. La serata finisce con l’arresto della giovane per resistenza a pubblico ufficiale.
L’intervento
È successo lunedì sera in via Garibaldi, nel quartiere San Giuseppe.
Secondo quanto ricostruito, all’origine della lite ci sarebbero proprio quei due spinelli. La 23enne, già nota alle forze dell’ordine, li avrebbe cercati all’interno di un pacchetto di sigarette dove era convinta di averli lasciati. Non trovandoli più, ha accusato la madre di averli presi. Da lì il confronto tra le due si è fatto sempre più acceso. I toni si sono alzati rapidamente, fino alle urla che hanno richiamato l’attenzione di chi abita nelle vicinanze.
Alcuni residenti, preoccupati per quello che stava accadendo all’interno dell’abitazione, hanno quindi chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Jesi. I militari hanno cercato di riportare la calma, ma la 23enne ha reagito con aggressività anche nei loro confronti. Prima gli insulti e le minacce, poi la situazione è ulteriormente degenerata. Uno dei carabinieri è stato raggiunto da uno schiaffo e da un calcio. A quel punto per la giovane è scattato l’arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
La convalida
Ieri mattina la giovane è comparsa al Tribunale di Ancona davanti al giudice Matteo Di Battista, assistita dall’avvocato Filippo Ragaiolo. In aula è apparsa molto provata. Il pm Marco Pucilli ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione dell’obbligo di firma. Il giudice ha convalidato l’arresto e accolto la richiesta della Procura. Al termine dell’udienza la 23enne è quindi tornata in libertà con l’obbligo di firma.




