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Drone su base Unifil con italiani, Mattarella a Herzog: “Inaccettabile”. Crosetto: “Due cacciamine a Hormuz ma aspettiamo la pace”

“Oggi 40 paesi stanno valutando di contribuire a rendere lo stretto di Hormuz libero e percorribile appena le condizioni lo permetteranno. Ben 24 di questi paesi hanno già manifestato la loro disponibilità di massima a partecipare con assetti altamente specializzati, utili ad esempio a rimuovere le mine di cui nessuno conosce la localizzazione o il numero”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e alla Commissione Esteri e Difesa delSenato. “Nel complesso Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Spagna, Olanda, Norvegia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Canada, Australia e Nuova Zelanda si sono detti tutti disponibili a fornire capacità operative significative e altri stanno valutando di fare altrettanto. Un quadro che conferma la natura multinazionale dello sforzo”, ha spiegato Crosetto.

“Per dare esempi concreti, il Belgio continuerà con due unità caccia-mine, l’Estonia con un’unità caccia-mine, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi metteranno a disposizione personale specializzato nell’attività subacque e di neutralizzazione mine”. Il ministro spiega che “la Francia ha già preposizionato nel Mar Rosso assieme alla propria porta aerei due fregate ed unità cacciamine, rendendo inoltre disponibili ulteriori assetti già presenti nella regione. La Germania continuerà con unità cacciamine e unità di supporto. La Norvegia dispiegherà sistemi a manne specializzati nelle contromisure mine”, ha concluso Crosetto.


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