A Roma peggior livello di congestione, ma minori sprechi per il traffico lento e costante

Tra le principali capitali europee, è Berlino quella più efficiente nel trasporto merci. Roma, d’altro canto, è quella in cui si registra il minor spreco di carburante dovuto alle soste a motore acceso. Sono solo alcuni dei dati presentati da Geotab, leader globale nelle soluzioni per i veicoli connessi, nel suo primo indice di efficienza del trasporto merci urbano in Europa, chiamato “Il costo del traffico”. Lo studio, analizzando il traffico di sette capitali del Vecchio Continente, evidenzia come una flotta, pur utilizzando i medesimi veicoli, si possa ritrovare in condizioni molto diverse a seconda del tessuto urbano in cui opera. Questo porta a conseguenze rilevanti in termini di costi, emissioni e prestazioni.
Per quanto riguarda la gestione logistica delle merci, lo studio mostra un divario di performance del 144% tra la migliore (Berlino) e la peggiore (Madrid). Se nella capitale tedesca il traffico è più facilmente gestibile e prevedibile, per la città sul Manzanarre il problema sta proprio nella costante imprevedibilità, con la rete stradale che registra comportamenti diversi ogni giorno. Tra questi due estremi troviamo, in ordine, Amsterdam, Dublino, Roma, Parigi e infine Londra, che ha un punteggio molto simile a quello della metropoli spagnola.
Analizzando nello specifico il contesto capitolino ci ritroviamo davanti a dati in apparenza contraddittori. Roma infatti vanta il punteggio di congestione peggiore, ma anche il minore spreco di carburante per le soste a motore acceso dei veicoli commerciali. Questo deriva dal fatto che il traffico scorre in modo lento ma costante, al contrario di Londra, dove il continuo andamento “a singhiozzo” favorisce inefficienza, consumo di carburante e aumento delle emissioni. Una dimostrazione che anche le città lente possono essere efficienti, purché il flusso stradale rimanga in movimento. Inoltre, il divario di 26 punti – registrato nella capitale italiana – tra le prestazioni dei veicoli commerciali e quelle delle auto (il più ampio rilevato a livello europeo) è legato alle finestre di consegna: a Roma, le tratte pianificate nel rispetto delle regole di accesso per le consegne superano quelle non strutturate più che in qualsiasi altra città.
Lo studio di Geotab rappresenta un cambio di prospettiva nell’analisi della mobilità urbana, concentrandosi più sul ruolo delle infrastrutture che sulla mera congestione del traffico quotidiano. Ma non solo: altrettanto importante è il modo in cui le flotte pianificano, programmano e si adattano alla rete stradale in cui si ritrovano ad operare. Il concetto chiave da tenere presente è l’imprevedibilità, che può trasformarsi in una “tassa strutturale” con ripercussioni nefaste per le tempistiche di consegna.
“Il trasporto merci urbano è sempre stato letto attraverso la lente del traffico, guardando a quanto è congestionata una città e a quanto il traffico rallenta nelle ore di punta. Il nostro indice mostra che la questione è più profonda: non conta solo la quantità di traffico, ma il modo in cui questo si muove”, commenta Franco Viganò, vicepresidente associato dell’area Emea di Geotab. “Nelle città più efficienti, la circolazione è fluida e prevedibile; nelle altre diventa frammentata, e questa discontinuità incide direttamente su costi, emissioni e sulla capacità delle flotte di operare in modo efficace. Per i fleet manager, l’imprevedibilità è uno dei fattori più difficili da gestire. Il traffico può essere previsto, così come è possibile pianificare percorsi alternativi per evitare ritardi, ma quando i tempi di percorrenza variano sensibilmente da un giorno all’altro si crea un effetto a catena su tutta l’operatività. I dati dei veicoli connessi ci permettono di rendere visibile ciò che prima non lo era, passando da supposizioni a evidenze concrete. Ed è questa visibilità che consente a flotte, città e decisori di fare scelte più consapevoli sull’evoluzione dei sistemi di trasporto urbano”.
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