Don Pasquale di Donizetti con regia di Aliverta: fascismo e woke a confronto
Un nostalgico del Ventennio che vive nel mito del “quando c’era lui” contro un rivoluzionario woke mantenuto dai soldi di famiglia. È la provocatoria lettura che il regista Gianmaria Aliverta propone per Don Pasquale di Gaetano Donizetti, in scena domenica 7 giugno alle 16 alla Cascina Paù di Rosate (Milano), nel tradizionale appuntamento ospitato da Maria Candida Morosini, mecenate da molti anni e di molti musicisti, cavaliere della Repubblica e Ambrogino d’oro 2021.
In questa nuova versione del capolavoro donizettiano, Don Pasquale diventa un uomo cresciuto dentro il racconto che il fascismo ha costruito di sé stesso: l’ordine, le divise, il senso di appartenenza, la nostalgia di un passato immaginario. Di fronte a lui si trova Ernesto, giovane privilegiato che si proclama rivoluzionario, interprete perfetto di una cultura woke fatta di slogan, appartenenze e battaglie identitarie spesso più raccontate che vissute. Due mondi apparentemente opposti che finiscono però per assomigliarsi continuamente. “A interessarmi non sono le ideologie ma i loro meccanismi teatrali… – spiega Aliverta – Questo spettacolo non vuole parlare di fascismo o di woke: vuole fotografare gli italiani. E il risultato è straordinariamente comico“. Insomma, per Aliverta “gli italiani non fanno politica. Interpretano personaggi”.
La nuova produzione nasce all’interno di Opera in Cascina, il progetto ideato dal regista Gianmaria Aliverta che da tredici anni porta l’opera lirica fuori dai teatri e la restituisce al pubblico in una dimensione conviviale, diretta e accessibile. Accanto alla propria attività internazionale — che lo ha portato anche a inaugurare il Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro Real di Madrid — Aliverta ha sempre affiancato un intenso lavoro di divulgazione, formazione del pubblico e sostegno ai giovani artisti. Opera in Cascina esiste grazie alla generosità e alla visione di Maria Candida Morosini, presidente onoraria di VoceAllOpera 2.0.
Il cast è integralmente uscito dal concorso lirico internazionale Giancarlo Aliverta: Eugenio Maria Degiacomi (vincitore Concorso 2023) sarà – Don Pasquale, Francesco Bossi (che ha vinto nel 2021) il Dottor Malatesta, Nicola Di Filippo (vincitore nel 2023) sarà Ernesto, Olga Dyadiv (al successo nell’ultima edizione) interpreterà Norina. Andrea Merli sarà il Notaio: a lui, noto nel mondo della lirica Impiccione Viaggiatore (il portale che gestisce), va la menzione speciale perché debutta sul palcoscenico nel ruolo del Notaio dopo un percorso di studio vocale seguito dal soprano Luciana Serra.
Il team creativo guidato da Aliverta – che cura regia e drammaturgia – è integrato da Giulio Leone che firma i costumi con il regista, Nicolò Jacopo Suppa che cura la direzione musicale e trascrizione per quartetto d’archi, Francesca Donati alla quale sono affidate le scene, Erika Chilò (assistente alla regia e alle scene) e dal Quartetto VoceAllOpera 2.0.
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