Docenti fuorisede, il CNDDU chiede aiuti per affitti e trasporti
Affitti, utenze e viaggi per tornare dalla propria famiglia assorbono una parte consistente dello stipendio dei docenti di ruolo fuorisede. Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) chiede al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, interventi strutturali per rendere economicamente sostenibile la mobilità del personale scolastico.
«Quando la sede di servizio si trova a centinaia di chilometri dalla residenza – spiega il Coordinamento -, una parte dello stipendio deve essere destinata all’affitto di un secondo alloggio o di una stanza, alle relative utenze e ai viaggi necessari per mantenere i rapporti con il nucleo familiare».
IL PESO DELLA DISTANZA – Una situazione particolarmente gravosa per chi deve spostarsi da o verso la Sardegna. Ai normali costi della distanza si aggiungono quelli dei collegamenti aerei e marittimi.
Le ferie degli insegnanti, inoltre, si concentrano soprattutto durante la sospensione estiva delle lezioni, proprio quando le tariffe dei trasporti e dei soggiorni tendono a essere più elevate.
«Tornare dai figli, dal coniuge, dai genitori o nella propria abitazione dopo mesi trascorsi altrove per ragioni di servizio non equivale a partire per un soggiorno turistico – sottolinea il CNDDU -. È il ritorno a casa, ma anch’esso comporta un costo».
LE RICHIESTE – Il Coordinamento propone agevolazioni per gli affitti e l’accesso ad alloggi economicamente sostenibili, soprattutto nei territori caratterizzati da una maggiore pressione abitativa. Chiede inoltre convenzioni nazionali per ridurre il costo dei viaggi ferroviari, aerei e marittimi sostenuti dai docenti fuorisede.
«Non si tratta di introdurre privilegi, ma di riconoscere una condizione oggettiva: la medesima retribuzione non determina lo stesso potere d’acquisto quando una parte significativa dello stipendio deve essere utilizzata semplicemente per poter vivere nel luogo nel quale si presta servizio».
Il problema, rimarca il Coordinamento, riguarda anche il funzionamento della scuola: «Quando una sede diventa difficilmente sostenibile a causa degli affitti e dei costi di trasporto, aumenta la necessità di cercare un trasferimento verso territori meno onerosi o più vicini alla propria residenza, con possibili ripercussioni sulla continuità didattica e sulla stabilità delle istituzioni scolastiche».
«Sostenere la mobilità dei docenti di ruolo fuorisede – conclude il presidente del CNDDU, Romano Pesavento – significa tutelare i lavoratori, ma anche favorire la stabilità degli organici, la continuità didattica e la qualità del sistema nazionale di istruzione».
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