Sardegna

Dimensionamento scolastico. Cabula: «Un disastro sociale e culturale. Ma Nuoro non si piega»

#NUORO – Quella dei tagli con il piano di dimensionamento scolastico imposto dal governo centrale e attuato a livello locale è «una scelta politica deliberata» che colpisce al cuore il diritto allo studio del centro Sardegna e dell’Ogliastra. A prendere posizione, con una dichiarazione durissima, questa volta è l’assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Nuoro, Domenico Cabula. Le accuse sono dirette e non lasciano spazio a interpretazioni: Cabula punta il dito contro il Ministro dell’Istruzione e il Governo Meloni, colpevoli di aver adottato una «logica ragionieristica» che ignora le fragilità croniche del territorio, dalla dispersione scolastica al calo delle nascite, fino all’isolamento geografico.
Il fallimento della mediazione e il ruolo del commissario – Secondo quanto dichiarato dall’esponente della giunta nuorese, la Regione Sardegna, tramite l’assessora Portas, aveva già espresso formalmente il proprio rifiuto al taglio delle nove autonomie, ricordando gli sforzi già compiuti con i 38 accorpamenti dell’ultimo triennio. Tuttavia, il dirigente commissario Feliziani è finito nel mirino per aver «deliberatamente rifiutato di sentire le istituzioni», dai comuni alle province, seguendo – secondo Cabula – un mandato preciso concordato con Roma per indebolire sistematicamente la provincia di Nuoro.
I tagli: addio a presìdi storici – Il piano prevede la cancellazione di cinque autonomie scolastiche su nove nel territorio provinciale. Tra i provvedimenti più controversi figurano: l’eliminazione dell’autonomia dello storico Liceo classico “Giorgio Asproni; la soppressione di quattro Istituti Comprensivi, tra cui il Ferdinando Podda, istituzione attiva dal 1927; l’accorpamento del Podda con il Pietro Borrotzu, che darà vita a quello che l’assessore definisce un «mostro burocratico» da oltre 1.150 studenti.
«Una provincia prigione» – L’analisi di Cabula si sposta poi sul piano del contrasto sociale. Mentre a livello locale si discute di rilancio delle aree interne e di progetti internazionali come l’Einstein Telescope, la realtà dei fatti parlerebbe di una progressiva spoliazione di servizi essenziali. «Ci portano i detenuti del 41 bis a Badu’ e Carros e contemporaneamente ci tolgono le autonomie scolastiche: questo è il futuro che ci stanno preparando? Una provincia prigione, povera e senza istruzione?».
L’appello alla mobilitazione generale – L’assessore chiude il suo intervento con un appello formale a tutte le componenti della società civile e politica: sindaci, parlamentari, consiglieri regionali, sindacati, personale ATA, docenti e famiglie. L’obiettivo è superare i «comunicati di circostanza» per dare vita a una mobilitazione generale fatta di assemblee pubbliche e atti istituzionali condivisi. «Dobbiamo alzare la voce tutti insieme», conclude Cabula, «perché qui è in gioco la dignità di un intero territorio. Nuoro non si piega e non si rassegna».


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