Dieci anni dal sisma del 2016, il ricordo di Catiuscia Marini: “Tutto vivo nel cuore”

La notte del 24 agosto 2016 è una di quelle che non si scordano. A ricordarla, a dieci anni di distanza, è Catiuscia Marini, allora presidente della Regione Umbria, che in un lungo racconto ha ripercorso quelle ore drammatiche segnate dalla forte scossa di terremoto che sconvolse il Centro Italia.
“Di quella notte ricordo tutto, la forte scossa avvertita anche nel centro storico di Todi, il risveglio immediato, la telefonata alle 4 con Zurli e Moretti dirigenti della Regione, il salto dal letto”. Poi la corsa da sua madre e, mentre era lì, una seconda forte scossa alle 4.30. “Poi con la mia auto verso il centro di protezione civile regionale a Foligno”, ha raccontato Marini.
Le prime telefonate sono per i sindaci dell’Appennino, a cominciare da Norcia, “che era piena di giovanissimi sportivi delle scuole calcio”. Poi il contatto con la Viceprefetto vicario e la prima riunione nel centro di protezione civile, con le prime notizie terribili che arrivano da Amatrice. Viene allertato il sistema sanitario regionale e si chiede supporto al sistema nazionale in emergenza. “I primi contatti con la protezione civile nazionale (ingegner Fabrizio Curcio un super capo competente e discreto)”.
La presidente si reca poi a Norcia e soprattutto a San Pellegrino, la frazione più colpita e danneggiata. Una decisione cruciale, in quelle ore, fu quella di chiudere subito tutte le Chiese e i beni culturali più fragili: “la decisione che salverà le vite il 30 ottobre successivo”, ha sottolineato Marini, in riferimento alla scossa del 30 ottobre che causò ulteriori crolli.
“Soprattutto ricordo le persone giovani ed anziani, bambini ed adulti, le fragilità, le emozioni, la solidarietà, la reazione ed il rimboccarsi le maniche”. Un pensiero va alla “grande squadra di dipendenti e funzionari pubblici della regione dei comuni dello Stato e delle forze dell’ordine ed in primis i Vigili del fuoco e le migliaia di volontari”.
Marini ricorda anche la “solidarietà istituzionale il ruolo del Governo con il presidente Renzi”. E soprattutto “la vicinanza ed attenzione del presidente della Repubblica Mattarella che soprattutto dopo il 30 ottobre sarà fortemente accanto alla nostra comunità e alle persone”.
“Ricordo tutto delle decisioni difficili, della fatica, della determinazione ad assumere decisioni per l’emergenza e poi per la ricostruzione”. In quei mesi, l’impegno fu costante: all’indomani del sisma, la presidente visitò i centri colpiti, assicurando che il primo obiettivo era “ripristinare al più presto condizioni di sicurezza e tranquillità per i cittadini”. In un’intervista, spiegò la strategia per l’emergenza, le 600 casette promesse entro giugno, il sostegno alle imprese e il ringraziamento ai governi Renzi e Gentiloni per aver permesso di non dividere i tempi dell’emergenza e della ricostruzione.
“Di quella storia ho tutto vivo nel mio cuore di una amministratrice pubblica quale mi sono sempre considerata e ringrazio la mia bella squadra e soprattutto giunta e consiglio regionale che hanno lavorato con generosità e senso istituzionale! E ringrazio tutti e tutte di quella comunità dell’Appennino”.
Da agosto 2016 a marzo 2017 si susseguirono oltre 80.000 scosse, di cui oltre 1000 avvertite dalla popolazione. Nella foto che accompagna il ricordo, la straordinaria chiesa di San Salvatore di Campi, gioiello dell’architettura romanica che crollerà con le scosse del 26 e 30 ottobre 2016.
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