Veneto

Dichiarazioni di ospitalità in cambio di denaro: denunciata la proprietaria dell’immobile


Dall’individuazione degli autori di uno scarico illecito agli approfondimenti su alcune pratiche anagrafiche: nelle ultime settimane la Polizia Locale di Este ha portato a termine due articolate attività di controllo del territorio.

Il primo intervento ha riguardato l’abbandono, avvenuto in orario notturno, di alcuni rifiuti in via degli Artigiani, nei pressi dei magazzini comunali. Ricevuta la segnalazione, gli agenti hanno immediatamente avviato gli accertamenti e acquisito le immagini registrate dal sistema comunale di videosorveglianza. La targa del veicolo utilizzato ha consentito di risalire al proprietario del mezzo e, attraverso ulteriori verifiche, di individuare i due presunti autori dell’abbandono. Le indagini hanno permesso di ricostruire lo scarico di rifiuti non pericolosi, costituiti principalmente da mobili e altri materiali provenienti dallo sgombero di un’abitazione e depositati all’esterno dei cassonetti. Ai due soggetti è stata contestata, in concorso, la violazione prevista dalla normativa ambientale, con l’applicazione di una sanzione di mille euro e del fermo amministrativo per un mese del mezzo utilizzato per l’illecita attività.

Di natura diversa, ma altrettanto significativa, la seconda attività condotta dalla Polizia Locale. L’indagine è scaturita da un ordinario sopralluogo effettuato dal vicecomandante Cristian Navarin nell’ambito di una pratica di iscrizione anagrafica relativa a un immobile di Este. Durante il controllo sono emersi alcuni elementi non compatibili con la stabile presenza delle persone indicate in precedenti dichiarazioni di ospitalità, inducendo gli operatori ad approfondire le verifiche. Gli accertamenti sono stati quindi estesi alle otto comunicazioni di ospitalità presentate tra aprile 2025 e maggio 2026. Determinanti sono state anche le sommarie informazioni raccolte nel corso dell’indagine. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Locale, alcune delle persone indicate nelle dichiarazioni avrebbero riferito di non aver mai effettivamente alloggiato nell’abitazione. In alcuni casi sarebbe inoltre emerso il pagamento di somme di denaro in contanti per ottenere le dichiarazioni di ospitalità, successivamente utilizzate nell’ambito delle pratiche per il rilascio o il rinnovo dei titoli di soggiorno. Per quest’ultima attività sono in corso ulteriori approfondimenti da parte dell’Ufficio che potrebbero portare a gravi conseguenze per gli indagati nel caso venissero confermate attraverso le indagini.

Gli elementi raccolti hanno portato alla denuncia all’autorità giudiziaria di tre persone: un cittadino residente a Este, una donna marocchina e due cittadini residenti rispettivamente a Montagnana e Casale di Scodosia, anch’essi nordafricani. Nei loro confronti vengono ipotizzati, a diverso titolo, reati connessi alla falsità delle dichiarazioni e all’utilizzo della relativa documentazione. Gli esiti degli accertamenti saranno inoltre trasmessi alla Guardia di Finanza di Este e all’ufficio Immigrazione della Questura di Padova. Il procedimento si trova nella fase delle indagini e le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

«Queste operazioni – ha dichiarato il sindaco Matteo Pajola – confermano l’importanza di un controllo del territorio attento, competente e supportato anche dalle tecnologie. Contrastare l’abbandono dei rifiuti e verificare con rigore la correttezza delle procedure significa tutelare la legalità, il decoro e l’intera comunità. Come amministrazione comunale continueremo a sostenere il lavoro della Polizia Locale e a investire negli strumenti necessari per rendere i controlli sempre più efficaci. Ringrazio il comandante e tutto il personale per la professionalità dimostrata».

«Le due attività – ha sottolineato il comandante della Polizia Locale Giacomo Sinigaglia – dimostrano quanto siano fondamentali attenzione, preparazione e capacità di approfondimento. Nel primo caso la videosorveglianza e il lavoro investigativo hanno consentito di individuare i presunti responsabili; nel secondo, un normale accertamento anagrafico ha fatto emergere elementi che hanno richiesto verifiche ben più articolate. È un lavoro spesso poco visibile, ma essenziale per la tutela della legalità. Ringrazio tutto il personale coinvolto nelle operazioni».


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